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Vaso Borghese

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sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
171(a) 56(la)
XIX (1815 – 1839)

n. 724

Calco raffigurante il Vaso Borghese, un monumentale cratere, utilizzato come ornamento da giardino. Il cratere presenta una forma "a campana". Sotto l’orlo della bocca vi è un fregio con tralci di vite intrecciati. Il piede è decorato con baccellature. Da delle teste di satiro, un tempo partivano le anse oggi scomparse. Nel corpo del vaso la decorazione a rilievo rappresenta un corteo dionisiaco.
Questo calco e quello che fa da pendant, il Vaso Medici, arrivarono alla scuola muniti di un sistema di rotazione: la base era fissa e nella giunzione del collo una doppia flangia in ferro consentiva, con una piccola pressione, la rotazione del corpo del vaso, lasciando fisso il piede.

Si tratta del calco di un vaso, di produzione ateniese del I secolo a.C. realizzato per la ricca clientela romana nel 60-40 a.C.. Il vaso venne alla luce prima del 1569 nel giardino di Carlo Muti ed entrò a far parte della collezione Borghese nel 1645. Il fregio raffigura un tiaso dionisiaco con Dioniso, Arianna, satiri e, menadi che suonano strumenti e danzano. Uno dei satiri sorregge Sileno ubriaco. Copie del vaso Borghese vennero realizzate in marmo come decorazione dei giardini di Versailles Napoleone I lo acquistò nel 1807 insieme alla maggior parte della collezione Borghese dal cognato Camillo Borghese.

Nella “Nota delle Statue ed Ornati che sono venuti nella Accademia dopo che vi è il Sig, Direttore Prof. re Giuseppe Pisani” (databile intorno al 1839) viene citato questo calco. Verosimilmente era stato acquistato anni prima, in quanto già nel 1817 il principe Massimiliano d’Austria d’Este volle visitare “li Gessi provveduti dal Sig. Prof. Pisani”. Questi, nato a Carrara nel 1757, aveva insegnato scultura fin dal 1815 ed in seguito era stato direttore dell’Accademia tra il 1821 e il 1839. Nell’ “Inventario generale dei mobili ed oggetti appartenenti alla R. Accademia Modenese delle Belle Arti ed esistenti al 31 Dicembre 1866”, si citano “grandi vasi di Villa Medici”, intendendo, probabilmente per semplificare, sia il Vaso Medici, che il Vaso Borghese (n.2702, Scuola d’Ornato dei gessi).

Altre opere in Raccolte artistiche didattiche dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Venturi” e Galleria delle Statue (121)
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