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Progetto decorazione della Chiesa di San Francesco a Ravenna. Abside

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Museo Dante, via Dante Alighieri, 2/A – Casa Dante, via Guido da Polenta, 4 – Ravenna (RA)

Cadorin Guido

1892/ 1976

bozzetto

carta/ pittura a tempera/ matita
mm
740(a) 460(la)
scala 1:25
sec. XX (1921 – 1921)

n. 064

L’abside risplende per l’abbondante uso dell’oro e illustra gli ultimi momenti della Cantica del Paradiso. A livello superiore, ai lati di una croce completamente dorata in cui il corpo di Cristo è nascosto fino al busto da un incrocio d’ali dorate, si trovano San Pietro a sinistra e San Francesco a destra. In basso, al centro dell’abside la Madonna in Maestà è circondata da un tripudio di angeli con a sinistra l’arcangelo Gabriele; Dante e San Bernardo in basso sono inginocchiati in preghiera e con lo sguardo rivolto a Maria.
Nella fascia inferiore Cadorin inserisce momenti della vita di San Francesco.

Il bozzetto fu realizzato per il concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1921 per la realizzazione (mai eseguita) della decorazione interna della chiesa di San Francesco a Ravenna che avrebbe dovuto ospitare, nelle navate laterali, nella controfacciata e nell'abside, scene delle Cantiche dantesche e i funerali di Dante.
Al concorso parteciparono 18 artisti e i progetti, a garanzia dell’anonimato, dovevano essere contrassegnati da un motto. Guido Cadorin scelse la frase “Modicum, et non videbitis me; et iterum modicum, et vos videbitis me”, frase che usa Beatrice nel Paradiso quando si allontana dalle virtù.
Cadorin è molto giovane quando partecipa al concorso, ha studiato a Venezia dove negli anni venti era vivo il legame e l’influenza dell’arte austro – tedesca e soprattutto di quella secessionista viennese di Klimt. Ciò che caratterizza i suoi bozzetti sono infatti le campiture dense di colori dove prevalgono i blu cobalto e l’oro; rispetto agli altri due finalisti, Cadorin crea delle composizioni semplici, poco aneddotiche, dove si evince il rinnovato gusto per i Primitivi italiani.
L'artista aveva preparato quattro bozzetti e al concorso, conclusosi nel Dicembre del 1921, ottenne il secondo posto, seguito al terzo dal triestino Carlo Wostry (1865-1943). Il progetto decorativo premiato col primo posto era stato quello di Adolfo De Carolis (1874-1928).

Bibliografia Poggiali D.
Il nuovo Museo Dantesco di Ravenna
Bollettino dantesco per il settimo centenario Comitato ravennate della Società Dante Alighieri
Ravenna
2013
pp. 131 – 133
pp. 131-133

Bibliografia Bentini M.R.
Immagini in meno : la decorazione pittorica per la chiesa di San Francesco a Ravenna nel 1921
L’ amor che move il sole e l’altre stelle : Ravenna Festival 2015
2015
pp. 75-80
pp. 75-80

Bibliografia Fontana V.
Le celebrazioni dantesche a Ravenna nel 1921 e il concorso per la decorazione di San Francesco. Per una storia del Museo Dantesco
Bollettino dantesco per il settimo centenario
2015
pp. 185-195
pp. 185-195

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: MODICVM. ET NON VIDEBITIS ME / ET ITERVM.MODICVM ET VOS VIDEBITIS ME
Lingua: italiano
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: GVIDO CADORIN

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