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ID245648_SCA9441
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L'andata al calvario

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IsArt- Liceo Artistico Arcangeli
Via Marchetti, 22 – Bologna (BO)

calco

gesso/ colatura
cm
48(a) 42(la)
sec. XX (1900 – 1949)

Calco in gesso di una formella bronzea quadrangolare lavorata ad altorilievo; il calco comprende anche la cornice della formella, che nell'originale è dotata di borchie.

In primo piano, al centro della scena è posto una sorta di patibolo sul quale dovrà salire Gesù condotto dai soldati, riconoscibili per i loro copricapi conici. A sinistra un primo soldato è rappresentato di 3/4 mentre sta spingendo Gesù verso il patibolo, tenendo il proprio braccio sinistro sulla sua schiena curva. Gesù sta portando la croce e sta cercando faticosamente di salire sul patibolo, dove già si trova un secondo soldato, che con la mano sinistra sta abbassando la testa del condannato, mentre nell'altra mano impugna un flagello. Dietro di lui, presentato frontalmente, si trova un terzo soldato che tiene solo il piede destro sul patibolo e ha la testa inclinata in avanti, ruotata verso sinistra. In primo piano a destra sorge un'alta colonna che sostiene una sorta di porticato con tre arcate a suggerire l'ambientazione della scena. Al di sopra delle arcate sorgono tre torri.

I calchi in gesso di 28 formelle bronzee del portale maggiore di San Zeno sono state effettuati sul vero nella prima metà del Novecento e sono stati acquistati come materiale didattico per il Regio Istituto per le Belle Arti, poi Regia Scuola per le Industrie Artistiche di Bologna. Negli anni 2014-2016 la serie di calchi è stata sistemata a parete nel salone a piano terra della sede storica del Liceo Artistico Arcangeli (ISART), in via Cartoleria 9, inaugurata nel 2016 dopo i lavori di ristrutturazione come Centro Didattica delle Arti.
La sistemazione a parete dei calchi segue e cerca di riprodurre l'originaria collocazione delle formelle bronzee nei due battenti del portale.

Il portale maggiore della Basilica di San Zeno presenta due battenti decorati da 48 formelle bronzee, 24 per ciascuna anta, affiancate da altre formelle di minori dimensioni. Realizzate da almeno tre diversi maestri fonditori con l’antichissima tecnica della fusione a cera persa, tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII, le formelle costituiscono delle vere e proprie icone culturali della città. Le formelle più grandi raffigurano immagini neo e vetero-testamentarie, fatta eccezione per 4 formelle raffiguranti scene della vita di San Zeno, mentre in quelle minori sono rappresentate figure di santi, figure storiche e allegorie delle virtù teologali. Questa Biblia Pauperum, ovvero una Bibbia ritratta nel bronzo dedicata al popolo analfabeta, ha suscitato l’interesse di molti ricercatori, sia a livello locale che internazionale, che ne hanno ripetutamente sottolineato l’unicità nel panorama delle porte bronzee medievali.
L'ipotesi della critica più recente sostiene che quando nel 1138 venne costruita la Basilica attuale ci si sia rivolti ad un secondo maestro, chiamato per ingrandire la porta per adattarla alla nuova fabbrica. Oltre alla costruzione del 1138 legata a Nicolò si inserirà più tardi un secondo cantiere duecentesco, quando il Brioloto aggiunge il grande rosone e tra XII e XIII secolo fu realizzata la grande cripta per accogliere il corpo di San Zeno.
Oggi si tende a ritenere che le formelle siano un lavoro di équipe, un gruppo di maestri coordinati da un capo bottega. Le formelle dell'XI secolo con scene del nuovo testamento sono attribuite ad un primo maestro, mentre un secondo maestro avrebbe realizzato le scene con le storie dell’antico testamento. Infine un terzo maestro, per alcuni studiosi si tratterebbe di un componente della bottega del secondo maestro, arriverà a lavorare autonomamente, dedicandosi agli episodi della vita di San Zeno.

 
Nella gipsoteca dell'IsArt sono numerosi i calchi tratti da bassorilievi e sculture medievali e rinascimentali, che vennero realizzati nella prima metà del XX secolo per le attività didattiche dell'ex Istituto Statale d'Arte di Bologna. I calchi delle opere dei grandi maestri della storia dell'arte italiana dei secoli XIII, XIV, XV e XVI erano considerati modelli fondamentali per la formazione artistica degli allievi negli Istituti d'Arte, poiché consentivano loro di esercitarsi nella copia dal vero per acquisire abilità nella composizione e nella figurazione plastica.

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