
E. GARDINO SUCC. CRAVANZOLA ROMA
dal 1927
insegna
Placca in metallo dorato, formata da una stella a cinque punte smaltate di bianco che è caricata al centro da un disco raffigurante un'aquila bicefala ad ali spiegate, sormontata da una stella e con gli occhi smaltati di rosso. La stella è sovrapposta a due scimitarre incrociate e a una ghirlanda smaltata di verde che è arricchita da nodi sabaudi alternati alle lettere della parola "FERT" e da due fasci littori posti alla base del cerchio. La ghirlanda è poi sormontata da un elmo, decorato in alto da una testa caprina dalle lunghe corna e dagli occhi smaltati di rosso, posto su tre cannoni e affiancato da quattro bandiere incrociate.
Sul retro la placca presenta una lunga spilla posta verticalmente per la sospensione e al centro della corona il marchio a rilievo del produttore.
Placca da ufficiale dell’Ordine di Scanderbeg, appartenuta al colonnello di Fanteria Enrico Poggipollini (Castel S. Pietro, 29/10/1896- Forlì, 2/71961), che prese parte ad entrambe le guerre mondiali.
Trattasi di un ordine cavalleresco albanese che venne adottato dal Regno Italiano in seguito alla conquista dell’Albania durante la Seconda Guerra Mondiale: l'occupazione ebbe inizio il 7 aprile 1939, portando alla destituzione di re Zog I di Albania e all’annessione del paese all'Impero coloniale italiano che si prolungò fino al 1943. L'Ordine di Scanderbeg fu fondato nel 1925 dall'allora Presidente dell'Albania, Ahmed Bey Zogu (poi autoproclamatosi re il 1º settembre 1928, assumendo il nome di Zog I di Albania) e fu dedicato a Giorgio Castriota Scanderbeg, condottiero e patriota albanese del XV secolo, considerato il fondatore dello stato avendo liberato il proprio paese dal dominio dell'Impero Ottomano. In origine l'ordine prevedeva quattro classi di conferimento: Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore e Cavaliere. Tuttavia nel 1940, dopo la conquista italiana, venne aggiunta una quinta classe, quella di Ufficiale, che si fregiava di una medaglia e della placca oggetto della scheda. Con l’instaurazione del Protettorato Italiano del Regno d'Albania, inoltre le insegne dell’Ordine furono leggermente modificate in seguito all’aggiunta di emblemi italiani, quali i nodi sabaudi, il motto “FERT” e i fasci littori; rimasero invariate però le insegne nazionali albanesi, ossia lo stemma dell’aquila bicipite e l’elmo o corona di Scanderbeg. Quest’ultimo era il copricapo con cui venne incoronato Giorgio Castriota Scanderbeg, che era ornato in cima da una testa di capra: si racconta infatti che durante una furente battaglia contro i turchi che si prolungò fino a sera, lo Scanderbeg ordinò ad alcuni suoi soldati di recuperare un branco di capre e di legare delle torce accese alle loro corna; le capre vennero quindi liberate a notte inoltrata in direzione delle file dei soldati turchi, i quali credendo di essere assaliti da preponderanti forze nemiche batterono in ritirata. La capra fu scelta quindi dal condottiero albanese quale proprio emblema.
Come dimostra il marchio presente sul retro della placca, l'onorificenza fu prodotta in Italia, presso la gioielleria romana E. Gardino succ. Cravanzola.
Bibliografia
Marzetti P.
Uniformi e distintivi italiani 1933- 1945
Castel Bolognese
Ermanno Albertelli Editore
1995
167-170
Tipologia: marchio
Identificazione: Gioielleria Gardino Succ.ri Ditta D. Cravanzola di Roma
Posizione: retro, al centro della corona
Descrizione: Due cerchi concentrici divisi da sottili cornici attorcigliate: nel più esterno si legge l'epigrafe a rilievo "E. GARDINO SUCC. CRAVANZOLA/ ROMA", divisa da due stelle; nel più interno appare a rilievo lo scudo crociato sabaudo sovrapposto al collare dell'Ordine Supremo della SS. Annunziata e sormontato dalla corona reale.