Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

_0003035
_0003035

tondo sovrapposto a fucili incrociati e sormontato da corona

_0003035
_0003035
Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato) – Forlì (FC)

stabilimento Lorioli Fratelli Milano

distintivo a spilla

argento ,
smalto
mm
30(a) 20(la) 5(p)
sec. XX (1934 – 1949)

Distintivo di forma ovale in argento smaltato di blu. Al centro riporta l'emblema della Fanteria (due fucili incrociati al di sotto di una granata), sormontato dalla corona e posto sopra l'indicazione dell'associazione di appartenenza; il tutto è posto entro una cornice ovale formata da due festoni, di alloro a sinistra e di quercia a destra, che riporta in alto la stella raggiata a cinque punte, simbolo dell'Esercito Italiano, e in basso il motto della Fanteria. Nella fascia piatta più esterna è leggibile la dedica. Sul retro è presente la spilla da balia per indossare l'oggetto e sulla targa con cui essa è fissata al distintivo si legge il marchio della ditta che lo produsse.

Distintivo per donna benemerita dell'Associazione Reggimento Fanti d'Italia. L'Associazione, chiamata in origine "Associazione Nazionale Del Fante", venne costituita a Milano il 7 luglio 1920 per iniziativa del tenente di complemento Giuseppe Fontana, pluridecorato combattente della prima guerra mondiale che morì nel '43 a seguito delle ferite riportate sul fronte russo. Accogliendo le richieste dei Fanti reduci della Grande Guerra, la prima Sezione dell'Associazione fu inaugurata a Milano il 24 Ottobre 1920, imitata ben presto in quasi tutti i capoluoghi d'Italia e in moltissimi Comuni. Il 24 maggio del 1934 si tenne a Roma il primo raduno nazionale dell'Associazione, dove affluirono 15.000 Fanti provenienti da tutta Italia, a seguito del quale il sodalizio mutò nome in "Reggimento Fanti d'Italia", titolazione che è visibile sul distintivo in esame. Tuttavia tra il 1940 e il 1948 l'attività associativa nazionale dovette essere sospesa a causa della guerra: gli archivi della Sede Centrale vennero distrutti dai bombardamenti che colpirono lo stabile di Piazza del Duomo, dov'erano gli Uffici della Presidenza Nazionale. Ripresa la vita associativa nel 1949, si scelse di tornare all'originaria denominazione di "Associazione Nazionale Del Fante". Da allora, innumerevoli sono state le opere realizzate dall'Associazione, che è arrivata rapidamente a comprendere più di duemila sezioni: assemblee, raduni regionali e provinciali, erezione e inaugurazione di monumenti dedicati ai caduti, creazione di attività sociali e culturali.
Il motto della fanteria, “Per se fulget” (letteralmente "Di per sé splende"), leggibile su distintivo oggetto della scheda, fu coniato da Gabriele D’Annunzio, al quale l'Associazione del Fante Italiano si era rivolta per la composizione di un motto da apporre sopra la propria bandiera. Per la sua formulazione il Vate si ispirò alla frase ("Non vogliamo encomi") che un veterano della guerra del 1915-1918 scrisse con il gesso dopo avere ascoltato il retorico discorso di un generale che non aveva partecipato alle azioni di guerra e che egli tradusse liberamente in latino.
Del distintivo in esame esistono diverse versioni: quello recante la denominazione "A.N.Fante" al posto di "Reggimento Fanti d'Italia", adottato tra il 1920 e il 1934 e dal 1949 in poi; il modello da donna (come quello in esame), caratterizzato sul davanti dall'aggiunta della fascia con dedica e sul retro dalla presenza della spilla da balia, dove si trova spesso l'indicazione del produttore (in questo caso la ditta Lorioli Fratelli di Milano); la versione da uomo, limitata alla corona centrale e che riporta sul retro un gancino da infilare all'occhiello della giacca al posto della spilla. Nell'inventario topografico del museo il distintivo è compreso tra i cimeli relativi al tenente e medaglia d'oro al valor militare Fulcieri Paulucci di Calboli (1893-1919), che prestò servizio nella cavalleria, nella fanteria e nell'artiglieria, ed è quindi esposto in una vetrina insieme ad altri oggetti che lo riguardano. Il distintivo potrebbe quindi essere appartenuto a Camilla Paulucci di Calboli, sorella di Fulcieri, che donò al museo alcuni cimeli riguardanti il fratello e i cui eredi fecero lo stesso con oggetti che la riguardarono. Camilla, nata a Londra il 14 marzo 1894, era figlia del marchese e diplomatico Raniero Paulucci de Calboli; giovanissima scelse di diventare infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, accudendo il fratello durante la lunga degenza seguita al ferimento che lo porterà alla prematura morte nel 1919 e venendo decorata per il suo impegno durante la prima guerra mondiale con la croce di guerra e la medaglia della campagna 1915-1918. Nel 1920 andò sposa a Giacomo Barone, che fu capo di gabinetto di Mussolini e che nel 1924, alla nascita del loro primogenito (chiamato Fulcieri in ricordo del fratello), ottenne dal re di poter assumere anche il cognome della moglie (diventando Giacomo Paulucci di Calboli Barone), in modo da perpetrare il titolo di marchese e da non lasciare estinguere l'antico casato forlivese dei Paulucci di Calboli, citato persino da Dante nel canto XV del Purgatorio.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a rilievo
Trascrizione: REGGIMENTO/ FANTI/ D'ITALIA
Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a fuoco
Trascrizione: DONNA BENEMERITA

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Lorioli Fratelli Milano
Posizione: retro, su placchetta rotonda
Descrizione: Marchio costituito dalla scritta incisa "LORIOLI/ FRATELLI/ MILANO/121".

Tipologia: emblema
Identificazione: Emblema della Fanteria italiana
Posizione: fronte, al centro
Descrizione: Due fucili incrociati posti sotto la granata, priva di fiamma ma sormontata da corona reale; il tutto entro una cornice costituita da due festoni, di alloro a sinistra e di quercia a destra, che riporta in alto la stella raggiata a cinque punte e in basso il motto "PER SE FULGET".

PatER