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giubba

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Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato) – Forlì (FC)

giubba

lana/ panno,
tela di cotone ,
plastica ,
metallo ,
canutiglia
cm
74,5(a)
larghezza spalle 41,5// larghezza vita 42
sec. XX (1908 – 1923)

Giubba in panno di lana grigio-verde a petto semplice e con bottoniera in plastica coperta. Presenta il collo a solino e quattro tasche esterne con patta rettilinea, due sulla linea della vita e due sul torace. Sul retro è provvista di una finta martingala e di uno spacco centrale. La fodera interna è in tela di cotone bianco e presenta due tasche: su quella di sinistra è stampigliata in nero la scritta "AQUILA" sormontata, a quanto sembra, dal numero "1". Sul colletto, internamente foderato di tela bianca, sono cucite le mostrine a righe orizzontali bianche e nere (indicanti l'Arma di appartenenza), che recano due stellette a vite in metallo, simbolo delle forze armate italiane. Le controspalline in panno grigio-verde sono semifisse, in quanto cucite da un lato e fermate con un bottone plastico dall'altro; esse non presentano indicazioni sulla compagnia di appartenenza nè portano le stellette indicanti il grado ricoperto, che invece sono visibili, ricamate in canottiglia d'argento, sulla parte anteriore dei paramano delle maniche: le tre stellette indicano il grado di capitano. Internamente sulla sinistra è presente un ferretto metallico di forma semicircolare, che riporta incisa la scritta non identificata "NOUVEAUTE", utilizzato per completare la chiusura della giubba; la relativa asola in metallo è posta sul lato destro. Sull'esterno della manica destra è cucita una sottile fascetta in canottiglia argentata che indica il ferimento in guerra.

Giubba da ufficiale modello 1909. Questo tipo di uniforme grigio-verde prese ufficialmente il posto dell'uniforme nera modello 1902, che però rimase in uso comunque fino al 1920. Nata per soddisfare le nuove esigenze mimetiche dovute al cambio degli schemi di combattimento, la nuova tenuta venne prescritta per gli ufficiali il 4 dicembre 1908 con circ. n°458 del Giornale Militare ed estesa ai sottufficiali e militari di truppa il 22 settembre 1909 con circ. n°386 (da qui la dicitura "modello 1909"). Pur variando la posizione dei distintivi di grado, questa tipologia di uniforme rimase in uso fino al 1923.
Le insegne poste sulla giubba in esame indicano che appartenne a un capitano (le tre stelle in canottiglia sui paramano) che svolse servizio in fanteria, probabilmente nella 66 Brigata meccanizzata “Valtellina” (le mostrine sul colletto a fasce orizzontali di color bianco e nero).
Nell'inventario topografico del museo, la giubba è inserita tra gli oggetti del marchese e medaglia d’oro al valor militare Fulcieri Paulucci de Calboli (1893- 1919) ed è quindi esposta in una vetrina insieme ad altri suoi cimeli. Tuttavia permane qualche dubbio dal momento che Fulcieri, convinto interventista, partì come volontario per prendere parte al primo conflitto mondiale quale tenente di complemento del 3° Reggimento Savoia Cavalleria (mostrine tricuspidate di colore nero). Ritenendo tuttavia la cavalleria un'arma non pienamente operativa, Fulcieri ottenne di essere trasferito in fanteria, offrendosi di volta in volta per le missioni più pericolose in cui dimostrò coraggio non comune, ma non risulta nelle fonti che sia stato mai promosso a capitano. Sebbene ferito due volte a una gamba nelle battaglie dell'Isonzo tra il 1915 e il 1916 e dichiarato ormai inabile alla guerra in quanto zoppo, Fulcieri chiese poi di poter rimanere al fronte, passando al corpo di artiglieria, come ufficiale osservatore di controbatteria. Venne quindi ferito alla schiena il 18 gennaio 1917 presso Dosso Faiti (Carso sloveno) durante un attacco nemico, in cui riportò la ferita alla schiena per una scheggia di shrapnel che lo paralizzò, portandolo alla morte il 28 febbraio del 1919.

Bibliografia Mantoan N.
Armi ed equipaggiamenti dell’esercito italiano nella grande guerra 1915-1918
Novale Valdagno
Gino Rossato
1996
p.15

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a stampigliatura
Trascrizione: 1/ AQUILA
Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a rilievo
Trascrizione: NOUVEAUTE

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