
ambito romagnolo
statua devozionale
Il Cristo è rappresentato stante, in posizione frontale, il capo leggermente reclinato sulla sinistra, la gamba sinistra in posizione leggermente avanzata. Il braccio destro è disteso, il palmo della mano che reca il segno delle stimmate è porto in avanti; la mano sinistra è appoggiata sul petto a indicare il Sacro Cuore di Cristo. Gesù veste una tunica rosa mentre il mantello azzurro bordato di un'alta fascia dorata, gli copre la spalla sinistra e ricade trasversalmente ad avvolgere il corpo fino a terra. Una corona radiata è posta dietro la testa.
La scultura rappresenta un esempio tipico della produzione artistica legata alla devozione religiosa ottocentesca. La qualità dell'esecuzione è buona. Al momento non vi sono indicazioni documentali che permettano di risalire all'epoca di esecuzione della statua e alla sua committenza o ascriverne la realizzazione ad artisti plasticatori – o botteghe – ancora attivi nel territorio nel XIX secolo. La statua venne collocata entro la nicchia in occasione della sistemazione dell'altare e della sua intitolazione al Sacro Cuore di Gesù. Difatti a questo scopo vennero riutilizzati l'altare e la pregevolissima ancona fatta costruire nel 1644 a spese del frate Tomaso Briganti per l'altare maggiore della chiesa. Stando a quanto si evince dal manoscritto del padre Pietro Bertagnini, nella prima metà del Settecento l'ancona fu trasferita dall'altare maggiore a questa cappella, in origine intitolata a Sant'Antonio, e al suo interno fu allogata la tela raffigurante il San Filippo Benizi, oggi sistemata nella prima cappella a sinistra. L'ancona è in legno intagliato, dipinto e parzialmente dorato. Ha quattro colonne, due per lato, scanalate superiormente, e decorate con fregi a grottesche nelle parti inferiori. Le colonne sono ornate da capitelli corinzi e sostengono un timpano dalle linee spezzate con cimasa centrale che racchiude una piccola tela raffigurante la colomba della Ss.ma Trinità. I plinti delle colonne poste alle due estremità ripropongono, nello specchio, lo stemma dell'Ordine dei Servi di Maria e quello della Famiglia Briganti (tre pesci e tre stelle). Le lettere dipinte ai quattro angoli della specchiatura (FT/BR) potrebbero fare riferimento al committente, fra Tomaso Briganti.
Bibliografia
Aldini T.
La Chiesa e il Convento dei Servi in Forlimpopoli
Forlimpopoli
Nuova Tipografia
1993
pp. 82-84