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ritratto del cardinale Giovan Francesco Stoppani

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Piazza A. Fratti, 4 – Forlimpopoli (FC)

ambito romagnolo

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
92(a) 65(la)
sec. XVIII (1756 – 1761)

n. 3542

Il ritratto presenta il cardinale di tre/quarti, volto con il corpo verso destra, mentre il viso è rappresentato frontalmente, quasi a conferire un leggero movimento che contrasta con la rigidità della composizione. Il cardinale è raffigurato stante, a lato di un tavolo rivestito di un panno rosso su cui poggia un libro da lui sorretto verticalmente con la mano sinistra mentre con la mano destra, fra il pollice e l'indice, il prelato trattiene una lettera. Il porporato indossa la tradizionale veste cardinalizia con la mozzetta rossa da cui fuoriescono le maniche e il bordo inferiore di una candida cotta finemente ricamata. I tratti del volto sono resi con grande naturalismo e i capelli sono finemente acconciati sotto lo zuccotto rosso. La posa nell'insieme conferisce grande solennità alla figura che si staglia su di un fondo scuro.

Giovanni Francesco Stoppani, di nobile famiglia milanese (nacque a Milano il 16 settembre 1695), studiò al collegio Borromeo di Pavia, alla Pontificia Accademia dei nobili ecclesiastici e all'università di Pavia, dove si laureò in utroque iure.
Entrò nello stato ecclesiastico nel 1715: fu referendario del tribunale della Segnatura, prelato domestico di papa Innocenzo XIII e inquisitore generale di Malta dal 1730 al 1736.
Ordinato sacerdote nel 1734, nell’anno seguente fu consacrato arcivescovo di Corinto: fu nunzio apostolico a Firenze, a Venezia, presso l'imperatore e alla dieta di Francoforte.
Papa Benedetto XIV lo creò cardinale nel concistoro del 26 novembre 1753. Fu cardinale prete del titolo di San Martino ai Monti e poi vescovo suburbicario di Palestrina.
Fu legato a Urbino e, in seguito, in Romagna (dal 1756 al 1761); rivestì l’incarico di prefetto delle congregazioni per gli affari economici e per la propagazione della fede e segretario della congregazione dell'inquisizione.
Morto a Roma il 18 novembre 1774, venne sepolto nella basilica di Sant'Andrea della Valle.

Il ritratto fa parte di una piccola serie di ritratti di prelati (si tratta di Legati pontifici) e pontefici, di cui ad oggi si ignora la reale consistenza, pervenuti e conservati nelle raccolte comunali e presumibilmente allogati, in origine, nelle sale della residenza municipale che aveva la sua sede, prima dell'arrivo dei Francesi in Romagna nel febbraio del 1797, nel palazzo che affaccia sulla piazza Garibaldi, comunemente noto come 'Palazzo della Torre'. Il ritratto in questione trova riscontro in due ritratti del cardinale realizzati dal pittore ravennate Andrea Barbiani (1708-1779) al momento della nomina dello Stoppani a Cardinale Legato e alla sua entrata in Ravenna nel settembre 1756 (entrambi i ritratti sono oggi conservati presso il palazzo della Prefettura di Ravenna). La tela forlimpopolese resta, comunque, a testimonianza 'della diffusione sempre più capillare nelle sedi periferiche, delle collezioni iconografiche, di norma riservate a vescovi e a cardinali locali." (Tumidei 2005, p. 131)

Bibliografia Morelli G. (a cura di)
La Dipinta Storia di Ravenna. I pittori Ferrari e gli stemmi nel Palazzo della Prefettura
Ravenna
Longo Editore
2005
pp. 131-149

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: stemma
Posizione: in alto, a sinistra
Descrizione: Arma Stoppani: "d'azzurro al leone d'oro, coronato all'antico dello stesso sulla testa e sulla coda, con la bordura composta di rosso e d'argento: capo dell'Impero" (Il cardinale Giovanni Francesco Stoppani e il suo palazzo in Roma, in Strenna dei Romanisti 1961/4, pagg. 247-341)

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