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Paesaggio con luna

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Largo Relencini, 1 – Lugo (RA)

disegno

carta/ matita
cm
19,5(a) 29,5(la)
sec. XX (1994 – 1994)

n. 406

L’opera e’ stata donata al Comune in occasione della mostra dell’autore
tenutasi a Casa Rossini dal 2 al 17 marzo 1996.


Cuniberti frequenta la Regia Scuola per l'Industria Artistica di Bologna dal 1939 al 1942, anno in cui viene precettato e inviato al fronte. Iscrittosi nel 1945 all'Accademia di Belle Arti, è allievo di Virgilio Guidi, Giovanni Romagnoli e Giorgio Morandi. Del 1947 è la partecipazione alla prima collettiva (Bologna, Palazzo d'Accursio) e dell'anno seguente la fondamentale conoscenza dell'opera di Paul Klee esposta alla Biennale. Vince ex aequo il premio O. R. U. B. nel 1954; a questa data Cuniberti ha già dato avvio ad una peculiare formula disegnativa – cui per buona parte della carriera resterà legata la sua immagine – innestata su una trasfigurazione sottilmente astraente e micrografica dalla realtà.
Presentato da Arcangeli, che del pittore già intuisce il vibrante, retrattile significato del segno, apre la prima personale nel 1957 presso il Circolo di Cultura. Seguono altre personali a Milano (1960), Roma (1964), Genova (1965), oltre che a Bologna e nelle altre città dell'Emilia, dove è presentato, fra gli altri, da Barilli, Tassi ed Emiliani. Partecipa in tre occasioni alla Quadriennale d'Arte di Roma (1965, 1973, 1980). È coinvolto nella stagione informale degli ultimi anni Cinquanta.
Il passaggio agli anni Settanta è vissuto nella sperimentazione di formati maggiori, generalmente ripudiati dall'artista sin dall'inizio della carriera.
La predisposizione per i generi "minimi" e per le tecniche grafiche miste (insieme alla preferenza per il segno ingolfato dei pastelli) ritornano nella serie delle Arche, immagini cui affidare, in una mitica trasfigurazione lirica, la propria sopravvivenza e quella della pittura.
All'attività pittorica unisce quella di grafico, decoratore, ceramista, illustratore. Nel 1980 concepisce una sequenza di Nature morte e Traghetti (esposti a Ferrara l'anno seguente), visioni/immaginazioni proiettate verso un orizzonte simbolico. Accanto alle tematiche consuete il minimalismo cunibertiano continua al esprimersi, fin dagli anni Sessanta, nelle parallele figurazioni di nudo, silhouettes diafane ed incorporee o grovigli di materia pulsante. Nel 1984 e nel 1991 compare in due importanti antologiche allestite a Bologna (Pinacoteca Nazionale) e Ferrara (Palazzo dei Diamanti).

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