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Giuseppe Garibaldi in piedi appoggiato alla spada

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Piazza Garibaldi
Piazza Garibaldi – Parma (PR)

Calandra Davide

1856/ 1915

monumento commemorativo

bronzo/ fusione,
marmo/ incisione,
pietra/ scultura
sec. XIX (1893 – 1893)

Garibaldi è raffigurato in piedi, con il berretto in testa e le spalle coperte dal poncho, le mani poggiate all'elsa della spada ed il piede destro in avanti.
Sui lati del piedistallo piramidale che sorregge la statua sono posti tre bassorilievi in bronzo, raffiguranti tre momenti cruciali dell’epopea garibaldina — la difesa della repubblica romana nel 1849, la battaglia di San Fermo nel comasco nel 1859 e lo sbarco dei Mille a Marsala del 1860 — e sul lato frontale una lapide in marmo con la dedica: «A / GIUSEPPE / GARIBALDI / MDCCCXXXIII».

All’indomani della morte di Giuseppe Garibaldi il Municipio di Parma, riunito in seduta straordinaria, approvò all’unanimità «che la Strada e la Porta San Barnaba s’intitolassero a Garibaldi; che una solenne commemorazione avesse luogo in sito pubblico; che si erogasse una somma per erigere un Monumento all’eroe».
Trascorsero undici anni e il 28 maggio 1893, era domenica, Parma inaugurò il proprio monumento al protagonista del Risorgimento: un’opera in bronzo realizzata dallo scultore torinese Davide Calandra, sistemata sul lato nord della piazza centrale della città, anch’essa dedicata all’Eroe dei Mille, in sostituzione dell’Ara della Amicizia eretta nel 1769 su disegno del Petitot.
Contemporaneamente allo scoprimento del monumento venne inaugurata la prima Camera del Lavoro in città nei locali del Palazzo del Governatore alle spalle del monumento. A poca distanza, sotto i portici del Municipio, vennero poste due lapidi commemorative dedicate ai parmigiani caduti durante le guerre di indipendenza e in Francia durante la campagna del 1870-1871.
La giornata era piovosa ma non guastò la festa preparata nei minimi dettagli. Bandiere, stendardi, ombrelli aperti e una folla consistente riempirono la piazza per ascoltare gli oratori e applaudire lo scoprimento della statua.
La doppia cerimonia era stata preceduta da un lungo corteo che attraversò la città, ripercorrendo le vie principali intitolate ai protagonisti del Risorgimento, come riferì il giornale locale, la «Gazzetta di Parma», 30 maggio 1893:
“Il corteo esce dal giardino e percorre le vie D’Azeglio, Lamarmora e Mazzini gremite di pubblico festante e addobbate con più di trecento bandiere rosse con incollata la scritta ‘Viva Garibaldi’, in carta argentata, distribuite nei giorni precedenti la festa dal comitato organizzatore. L’entrata in piazza del corteo dura più di mezz’ora: le bandiere si dispongono tutte attorno al monumento, ancora coperto da un drappo grigio, facendo a questo una splendida corona […]. Il momento è veramente solenne. Nell’ampia piazza gremita da cima a fondo si fa silenzio. Le bande intonano l’Inno a Garibaldi, producendo una cacofonia indiavolata. L’effigie di Garibaldi appare splendida e solenne. Scoppiano applausi fragorosi e si alzano grida festanti; dal Palazzo del Governatore si lanciano in volo centinaia di colombi con magnifico effetto.”
La giornata fu memorabile e per decenni venne rievocata per ribadire il forte legame esistente tra Parma, le classi lavoratrici e il Risorgimento, con Giuseppe Garibaldi in particolare. Un legame che sarà ribadito nel corso del Novecento, radicandosi definitivamente nell’identità politica e culturale della città.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 22, 23, 116, 117

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