
ambito Italia centro-settentrionale
formella a rilievo
n. 1179
Tabella rettangolare al cui interno è inscritto uno stemma dal profilo curvilineo e decorato da un motivo perlinato, affiancato negli angoli inferiori da fioroni a basso rilievo. Al centro leone rampante rivolto a destra, con le fauci aperte, la lingua lunga ed uscente, la testa di profilo e la coda ripiegata verso il dorso.
La formella presenta i bordi lisci e levigati. Il rilievo è netto e dettagliato, di una qualità molto buona, come si può apprezzare nel muso dell’animale dalle fauci spalancate con naturalezza pur nella iconicità della posa. Assente ogni atteggiamento ferino o caricaturale. Il segno si fa particolarmente fresco nella resa del pelame scomposto sulle zampe, con gli artigli sfoderati, articolato in morbide onde nella criniera ed in lunghe frange sulla coda, a rendere sensibile la duttilità del materiale.
La forma del profilo dello stemma e la naturalezza del tratto fanno propendere per una datazione al XV secolo, spostata probabilmente verso la metà del secolo, considerata la virtuosità nella resa della coda e del muso dell’animale, anticipando di qualche decennio quindi la datazione al XVI secolo proposta dal Galli e dalle coeve guide di Imola.
La cronologia e la tecnica collocano quindi la tabella in un periodo corrispondente grosso modo con la signoria Riario-Sforza, ove il cotto diviene un elemento distintivo del panorama urbano imolese, e le formelle decorative in laterizio, con motivi vegetali o zoomorfi, sottolineano e accompagnano decisamente il rinnovamento edilizio. Non mancano gli esempi, tutt’ora visibili ad Imola, di palazzi signorili con le facciate mosse da decorazioni e fasce in cotto, in primis Palazzo Sersanti.
In questo caso si deve trattare tuttavia di una tabella araldica, incompleta, mancante della cimasa. Piani (1938 p. 16) attribuisce lo stemma alla famiglia Baffadi, attribuzione riportata anche dal Buscaroli (1939 p. 114), ma senza possibilità di un riscontro araldico. Tra gli stemmi del Casati pubblicati da Ferri (1991) figura uno stemma a nome Baffadi, ma che non ha alcun confronto con questo del deposito. Per quanto il leone rampante sia un elemento araldico diffusissimo, sembra attendibile l’attribuzione presentata in via ipotetica dalla didascalia manoscritta apposta sulla tabella, che fa riferimento alla famiglia Vaini. Lo stemma Vaini è infatti direttamente confrontabile con l’emblema di famiglia scolpito sulle sepolture attualmente collocate nell’ingresso della cappella delle Laudi in S. Domenico, ed è ugualmente rappresentato con un leone rampante nei testi di araldica imolese, anche se solitamente tagliato orizzontalmente da due colori (cfr. Morici c. 31; Ferri 1991). Il palazzo Monsignani-Sassatelli fu residenza della famiglia che ne ha lasciato il nome, i Sassatelli, esponenti della fazione guelfa, dal cui palazzo partivano le spedizioni contro gli avversari della parte ghibellina, i Vaini appunto.
Stemmi simili, con un leone rampante, presentano anche le famiglie Ghetti, i Pagani ed i dalla Bordella, ma con in testa il capo d’Angiò.
Bibliografia
Piani G.
Il Museo comunale d’Imola
Villa Verucchio
La Pieve
1938
p. 16
Bibliografia
Buscaroli R.
Imola città dintorni
1939
p. 114
Bibliografia
Ferri A.
Imola nella storia: note di vita cittadina
Imola
Edizioni Nuovo Diario Messaggero
1991
tavola fuori testo