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Partigiani

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Viale Zaganelli, 2 – Massa Lombarda (RA)

Guttuso Renato

1912/ 1987

disegno

carta/ inchiostro di china acquerellato/ matita
cm
37(a) 44,5(la)
sec. XX (1944 – 1944)

Il disegno acquerellato a china rappresenta la fucilazione di quattro partigiani. Esecuzione sintetica nella quale è presente anche, sulla sinistra, uno studio di figura maschile.

Da Bagheria, 1912, a Roma, 1987. In questo arco di tempo si svolge la parabola esistenziale e artistica di Renato Guttuso. Nasce a Bagheria, in Sicilia, nel 1912. La sua esistenza vira da un’ipotetica laurea in legge alla carriera di pittore. Dai primi quadri raffiguranti i suoi contadini siciliani e compaesani, sino al celebre “Fuga dall’Etna” del 1937, o all’altrettanto celebre Vucciria, il mercato popolare di Palermo. Già da ora, il pittore insegue un’esecuzione prettamente figurativa legata a temi ancorati al mondo contadino, rurale, popolare: temi sociali o soggetti dichiaratamente politici. Giunto a Roma forma un gruppo con i pittori Birolli, Fontana e Persico. Scoppia la seconda guerra mondiale e l’artista dipinge una serie di quadri dal titolo “Gott mit Uns”, “Dio è con noi”, motto inciso sulle fibbie dei soldati tedeschi. La sue verve di polemista affiora di prepotenza. Guttuso non tradirà mai la sua personale “campagna di idee”, che raggiungerà l’acme con “I funerali di Togliatti”, opera manifesto dell’antifascismo. Nel dopoguerra segue stilisticamente il primo periodo di Pablo Picasso, quello cosiddetto “Blu”. Nel 1946 fonda con Birolli, Vedova, Morlotti, Turcato il Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1968 esegue quadri che riflettono la situazione europea e francese. Si reca a Parigi dove ritrae i giovani nelle prime marce di protesta in quello che diverrà nel tempo il leggendario “maggio francese”. Dal 1969 vive stabilmente a Roma. E’ il periodo – per così dire – intimo dell’artista. Inizia ora infatti una serie di quadri prettamente autobiografici, tra i quali spicca forse uno dei suoi capolavori, “Strega Malinconica”, del 1982. Guttuso è un pittore che nonostante viva in un lasso di tempo fitto di mutamenti, sociali e culturali, e nonostante li viva tutti da assoluto protagonista, non cambia il proprio stile figurativo. La sua umanità è dipinta sempre con un tortuoso plasticismo. Per approfondimento biografico e bibliografico si rinvia al sito della Fondazione Guttuso: http://www.guttuso.com“. L’opera, firmata e datata, è una donazione di Wanda Rinaldi disposta da Alcide Vernocchi, accettata con deliberazione di Giunta comunale n. 83 del 17/06/2008.

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: italiano
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: Guttuso
Tipo di caratteri: numeri arabi
Tecnica di scrittura: a china
Trascrizione: 44

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