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Collezione del Risorgimento – Museo di San Domenico – deposito Sante Zennaro

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Via Sacchi, 4
Imola

Inaugurato nel 1938 per iniziativa di Romeo Galli, bibliotecario e conservatore delle civiche raccolte artistiche della città di Imola e alloggiato in alcune sale dell’attuale Biblioteca comunale, nel 2001 è entrato a far parte delle raccolte del museo di San Domenico; è stato disallestito ed i cimeli sono conservati nel deposito dei musei, in attesa di sistemazione.

Il nucleo iniziale del museo è costituito dai materiali donati dal conte Antonio Domenico Gamberini (1831-1910), patriota e deputato nel 1859 dell'Assemblea delle Romagne, e da armi, uniformi e cimeli che documentano la partecipazione degli Imolesi alle vicende risorgimentali. Il criterio di ordinamento è basato su una linea del tempo che dalla fine della parabola napoleonica conduce fino alla Seconda Guerra mondiale, in un’idea di continuità storica che sfiora la contemporaneità. La prima sala, dedicata all'occupazione francese (1796-1814) racchiudeva la documentazione su Pio VII Chiaramonti, che fu vescovo di Imola. Nella seconda, si documentavano i primi moti e la prima guerra d'indipendenza (1821-1849) con cimeli e documenti su Giovanni Maria Mastai Ferretti vescovo di Imola poi papa Pio IX. Le vicende garibaldine erano largamente illustrate nella terza e nella quarta sala, mentre l'ultima sezione del museo era dedicata al contributo degli Imolesi alle guerre coloniali e al primo e secondo conflitto mondiale.

Per motivi di studio i cimeli sono visibili previa richiesta.

Dove si trova

Via Sacchi, 4

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