
Polinago
Nella chiesa sconsacrata di San Michele Arcangelo, seicentesco suggestivo edificio recentemente restaurato dal Comune di Gombola di Polinago, si è tenuta la prima mostra che ha inaugurato lo spazio quale sede espositiva per rassegne d'arte contemporanea, gestito dall'Associazione modenese Quaranta2 Contemporaneo, che ha avuto l'encomiabile merito di aver rivitalizzato il borgo medievale dell'appennino modenese anche con l'ospitalità data agli artisti nella Podesteria, incentivando così il turismo culturale nel luogo. La prima è stata Cento teste per Giovanni Macchia, dedicata al Signore de "Le Macchie" Giovanni Antonio Macchia, vissuto nel XVII secolo, il cui corpo mummificato ancora si conserva nel borgo e si venera come un vero Santo; gli artisti che gli hanno dedicato un'opera, al fine di evidenziare un percorso che richiamasse il genere artistico della testa, erano tutti emiliani, d'origine o d'adozione: hanno partecipato Agostino, Luigi Achilli Moreno, Sabrina Bastai, Carlo Bordone, Sara Bolzani, Annalisa Bondioli, Roberto Brancolini, Andrea Chiesi, Andrea Capucci, Carlo Candi, Alberto Caselli Manzini, Francesco Ceccarelli, Pirro Cuniberti, Annalisa Cattani, Giuliano della Casa, Carlo Cremaschi, Luca Caccioni, Elia, Francesco Finotti, Franco Filippi, Fedra Boscaro, Marco Gioivani, Veronica Guiduzzi, Mario Giovanardi, Cesare Leonardi, Leonardo Greco, Rhodri Jones, Franco Guerzoni, Enrico Manelli, Giovanni Manfredini, Gian Marco Montesano, Eleonora Magnani, Ettore Moni, Ilaria Martellacci, Matteo Monti, Nicola Nannini, Alessandra Pace, Luigi Ontani, Stefano Pasquini, Filippo Partesotti, Claudio Parmiggiani, Carlo Pacchetti, Adriano Persiani, Graziano Pompili, Davide Rivalta, Marco Pellizzola, Bruno Raspanti, Andrea Sessa, Andrea Renzini, Roberto Rizzoli, Silvano Rutiliano, Matteo Soltanto, Germano Sartelli, Mustafa Sabbagh, Claudio Sabbadini, Luca Trevisani, Enzo Savini, Paolo Foscherini Coizzi, Adriana Torregrossa, Wainer Vaccari, Chiara Tagliazucchi, Franco Vaccari, Paolo Terzi, Nicola Zamboni, Alberto Zamboni, Mataro da Vergato, Maurizio Galimberti ed il compianto Piero Manai.
Nel 2003 è stata allestita, sempre nella chiesa, la mostra Good bye Gombola / vulgaris che ha visto gli artisti confrontarsi con la struttura architettonica di San Michele e le suggestioni energetiche delle reliquie del Macchia attraverso installazioni "site specific": hanno partecipato Aureliaq, Carlo Cremaschi, Giovanna Caimmi, Fabio Di Camillo, Elia, Francesco Finotti, Fabiano Gambetti, Leonardo Greco, Alberta Pellacani, Stefano Pasquini, Adriano Persiani, Roberto Rizzoli, Carlo Sabbadini, Matteo Soltanto, Andrea Sessa, Fabio Carboni, Walter Cascio, Dario Moroldo, Stefano Paron e Luca Serra.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo", Bologna, Compositori, 2004, pp.75-76
Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa
Dati specifici Sottoclasse: Arte astratta
Dati specifici Sottoclasse: Arte concettuale
Dati specifici Sottoclasse: Arte oggettuale