
Ravenna
Edificato a partire dal XVI secolo su commissione della famiglia Osio, Palazzo Guiccioli sorge in via Cavour, nel cuore del centro storico di Ravenna. Ben più di una semplice dimora nobiliare: l'edificio – passato nel 1803 alla proprietà di Alessandro Guiccioli – divenne il cuore delle prime cospirazioni politiche, sfociate poi nei moti carbonari del 1820-1821, e teatro dell'intensa relazione tra il celebre poeta inglese Lord George Gordon Byron e la giovane contessa Teresa Gamba Guiccioli, un amore che proprio a Ravenna diede vita a una stagione letteraria straordinariamente feconda. Sempre qui dal 1836 dimorò per alcuni anni anche Luigi Carlo Farini, medico, storico e illustre esponente del panorama politico della stagione risorgimentale in Italia. Grazie al radicale restauro scientifico sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, lo storico palazzo è oggi un moderno polo espositivo restituito alla comunità. Il percorso museale valorizza gli affreschi e gli apparati decorativi d'epoca integrandoli con tecnologie multimediali e interattive avanzate. Un'esperienza dinamica articolata in due sezioni chiave, il Museo Byron e il Museo del Risorgimento, concepite per dialogare tra loro e riflettere, in ideale continuità, i fermenti e i valori che hanno animato il XIX secolo. Nel Museo Byron è possibile approfondire l'esperienza umana e artistica del poeta durante il suo soggiorno ravennate. Le sale presentano una selezione di documenti autografi, edizioni d'epoca, dipinti, sculture e oggetti personali appartenuti a Byron e alla contessa Gamba Guiccioli, contestualizzati all'interno degli storici ambienti in cui lo scrittore visse e lavorò. Il Museo del Risorgimento, al piano nobiliare, illustra le tappe fondamentali del cammino verso l'Unità d'Italia, focalizzandosi in particolare sul ruolo e sui fermenti politici del territorio romagnolo. Il percorso si articola a partire dalla storica raccolta risorgimentale ravennate, arricchita nel tempo da importanti lasciti privati. Attraverso l'esposizione di cimeli, uniformi, armi, dipinti e carteggi, viene documentata la storia d'Italia dalle prime società segrete e dai moti carbonari fino all'epopea garibaldina.