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Cara archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Cara archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Casa archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Casa archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi

Busseto

Casa Archivio Giovannino Guareschi

Cara archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Cara archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Casa archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Casa archivio Guareschi, foto di Luca Bacciocchi
Strada Processione, 160
– Busseto (PR)
Tel. 0524 204 222
Email: clubdeiventitre@gmail.com
Giovannino Guareschi

Giovannino Guareschi nasceva il 1° maggio a Fontanelle di Roccabianca, in un edificio che ospitava la sede locale della “Cooperativa Socialista”, dove veniva accolto da un tripudio di bandiere rosse. Umorista, giornalista, grafico, scrittore e autore di sceneggiature, nel 1929 iniziava a collaborare al settimanale La Voce di Parma con i suoi primi scritti e, in breve, estendeva le sue collaborazioni a diversi altri periodici. Dopo il servizio militare, Andrea Rizzoli gli offriva di un posto di redattore del Bertoldo, il nuovo bisettimanale umoristico milanese. Prigioniero e internato nel lager tedesco di Sandbostel nel 1943, tornava a Milano nel 1945, dove fondava il settimanale Candido. Un distacco progressivo e polemico dalla vita politica faceva da contraltare alla piena maturazione della sua scrittura, che trovava il suo apice nei racconti del “Mondo Piccolo”, dedicati alle schermaglie tra il fervente Don Camillo e il compagno comunista Peppone, e ambientati in un “borgo” della bassa emiliana. Con Don Camillo (1952) iniziavano una serie di trasposizioni cinematografiche, sempre a firma di Guareschi, che offrirono fama certa a due personaggi emblematici dell'Italia appena uscita dai drammi della Seconda guerra mondiale, grazie, nondimeno, all’indimenticata interpretazione degli attori Gino Cervi e Fernandel.

ristorante

Nel 1957 lo scrittore, che amava la buona cucina, disegnava e apriva alle Roncole di Busseto un’osteria gestita dalla sua famiglia. Nel 1995, con la ripresa di interesse nei confronti di Guareschi, i figli chiudevano il ristorante offrendo i locali in comodato d’uso gratuito al “Club dei Ventitré”, (nome emblematico, di poco inferiore a quello dei "venticinque lettori" manzoniani), il punto di riferimento per gli appassionati dello scrittore. Il Club ne promuove lo studio e la pubblicazione delle opere, anche attraverso l'organizzazione di mostre e convegni, la redazione di un periodico sociale quadrimestrale (Il Fogliaccio).

Grazie alla Fondazione Monte di Parma e all’interessamento dell’Amministrazione Provinciale di Parma e del Comune di Busseto, l’associazione ha allestito nell’ex sala da pranzo del ristorante, situata al pianterreno, la Mostra antologica permanente “Giovannino nostro babbo”, che raccoglie libri, numeri del Candido e del Bertoldo, appunti, disegni, vignette e lettere di Guareschi. Al primo piano trova posto un piccolo Centro studi, mentre nei locali dell’ex cucina è ospitata la sede dell’Archivio Guareschi composto da più di 200.000 documenti. Inoltre, nel locale della lavanderia è possibile visionare un filmato ispirato al racconto della vita dello scrittore.

Paesaggi culturali “Questo è il Mondo piccolo: strade lunghe e diritte, case piccole pitturate di rosso, di giallo e blu oltremare, sperdute in mezzo ai filari di viti.” Con queste parole Giovannino Guareschi dipingeva i luoghi delle sue origini: Fontanelle e Roncole, dove si era trasferito verso la fine degli anni Cinquanta. Egli rese la bassa, “la piatta striscia di terra grassa, distesa lungo la riva destra del Po, fra Piacenza e Guastalla” la vera protagonista della sua opera, tratteggiandone personaggi e luoghi simbolici, entrati a far parte della memoria collettiva dell’Italia intera. Ancora oggi, in quei paesi, poco o nulla è cambiato dai tempi di Guareschi; a Roncole di Busseto si può vedere la casa rurale dove nacque Giuseppe Verdi e la chiesetta di San Michele dove il Maestro suonava l’organo. Seguendo via Processione, si arriva all’incompiuta, la casa che Guareschi fece costruire su suo disegno nella quale oggi abita una delle nipoti. Proseguendo oltre la casa di Verdi, si trova la Madonna dei Prati, la chiesa in cui pregava lo scrittore, che visse una profonda fede cattolica. Egli è sepolto nel piccolo cimitero del paese.

Dove si trova

Strada Processione, 160
Busseto (PR)
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