
Collecchio
nato nel 1921 e divenuto maestro elementare nei primi anni del Dopoguerra, partecipava alla vita politica locale e la casa era il luogo di riunione di un gruppo di letterati e intellettuali di Parma. A partire dal 1950 cominciava a frequentare i magazzini dei raccoglitori dell’Appennino inizialmente solo per curiosità, poi per commerciare e in seguito per salvare dalla distruzione mobili, oggetti e attrezzi provenienti dalle case contadine e dai laboratori degli artigiani, attività che lo portò a essere profondamente coinvolto nel movimento di riscoperta della cultura materiale che caratterizzò gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso.
Il primo nucleo del museo nasce all'interno del granaio del podere Bella Foglia, vicino Collecchio, e si allarga successivamente alla casa di campagna occupandone gli ambienti, anche quelli abitati dalla famiglia Guatelli. Si tratta di una raccolta museale unica nel suo genere, composta da oggetti d'uso quotidiano e da attrezzi da lavoro che l'estro di Ettore Guatelli (1921-2000), maestro elementare e collezionista, ha saputo trasformare realizzando un allestimento di tipo scenografico. I pezzi, circa 60000, sono stati disposti alle pareti e sui soffitti del casolare riproducendo semplici motivi geometrici che danno vita ad un effetto compositivo singolare. Tra questi, si trovano attrezzi agricoli e artigianali, arredi, suppellettili, giochi, strumenti musicali, capi di vestiario, documenti fotografici, tutti raccolti in un periodo compreso dal dopoguerra ad oggi. Gli ambienti della casa quindi sono stati nel tempo invasi da una quantità e varietà di oggetti, strumenti e suppellettili, meticolosamente raccolti ed esposti per tipologia, che documentano ampiamente le tradizioni, gli usi e i costumi del territorio. Anche i nomi delle stanze sono stati trasformati in funzione della nuova destinazione, è possibile quindi visitare la stanza dei vetri, il ballatoio delle ceramiche, la stanza delle latte, quella delle scarpe, delle valigie, degli orologi e dei giocattoli per citarne alcune. Interessante inoltre la sezione dedicata all'emigrazione, in particolare dalla campagna parmense all'Inghilterra, e la documentazione sui mestieri ambulanti spettacolari, dai saltimbanchi ai burattinai. Non mancano testimonianze di altre regioni, come nel caso di un carretto siciliano.
Paesaggi culturali Paesaggi culturali: Guatelli, figlio di mezzadri a Ozzano Taro, in provincia di Parma, dove è situato il complesso rurale che custodisce la raccolta, conosceva Attilio Bertolucci, che divenne la principale figura di riferimento nella sua formazione, così come il panorama delle colline parmense furono sempre il suo orizzonte. Frequentatore dei magazzini dei raccoglitori dell’Appennino. per curiosare e per salvare dalla distruzione gli attrezzi provenienti dalle case contadine, negli anni Cinquanta partecipava alla vita politica locale: veniva eletto consigliere comunale a Collecchio e nel 1954 segretario dei deputati. Sempre in quegli anni a casa Guatelli, iniziava a riunirsi un gruppo di letterati ed intellettuali di Parma (Artoni, Bertolucci, Bianchi, Colombi-Guidotti, Cusatelli, Petrolini, Tassi, Viola) che leggeva i diari di Guatelli e ne pubblicava alcune parti. Sempre in paese divenne maestro elementare dopo aver diretto le colonie di Bedonia e Tarsogno.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Ettore Guatelli, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 64.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Ettore Guatelli, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 8.
Pubblicazioni e cataloghi Ferorelli V., Niccoli F. (a cura di), La coda della gatta: scritti di Ettore Guatelli: il suo museo, i suoi racconti, 1948-2004, Nuova ed. aggiornata e ampliata, Bologna, IBC, Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia Romagna, 2005.
Pubblicazioni e cataloghi Magni C., Turci M. (a cura di), Il museo e qui: la natura umana delle cose: il Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro, Milano, Skira, 2005.
Pubblicazioni e cataloghi Tozzi Fontana M., Raccolta Etnografica “Ettore Guatelli”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 30, n. 7.
Pubblicazioni e cataloghi Clemente P., Guatelli E. (a cura di), Il bosco delle cose. Il Museo Guatelli di Ozzano Taro, Parma, 1996.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Ettore Guatelli, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 64.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Ettore Guatelli, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 8.
Pubblicazioni e cataloghi Ferorelli V., Niccoli F. (a cura di), La coda della gatta: scritti di Ettore Guatelli: il suo museo, i suoi racconti, 1948-2004, Nuova ed. aggiornata e ampliata, Bologna, IBC, Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia Romagna, 2005.
Pubblicazioni e cataloghi Magni C., Turci M. (a cura di), Il museo e qui: la natura umana delle cose: il Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro, Milano, Skira, 2005.
Pubblicazioni e cataloghi Tozzi Fontana M., Raccolta Etnografica “Ettore Guatelli”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 30, n. 7.
Pubblicazioni e cataloghi Clemente P., Guatelli E. (a cura di), Il bosco delle cose. Il Museo Guatelli di Ozzano Taro, Parma, 1996.