
Travo
Ospitato nel castello Anguissola, il Museo Archeologico di Travo nasce nel 1997 dalla volontà di illustrare la storia del popolamento antico del territorio. Accompagnati da un esauriente apparato didattico-informativo e da un consistente apparato fotografico, i manufatti esposti illustrano aspetti della vita quotidiana dei primi abitanti della Val Trebbia, dal Paleolitico all'Età Romana. Tali reperti provengono principalmente dall'attività del Gruppo di Ricerca Culturale “La Minerva”, le cui ricognizioni effettuate nella media Val Trebbia nel corso degli ultimi 15-20 anni, hanno portato all'individuazione di 175 siti archeologici, 64 dei quali preistorici o protostorici, 90 romani e 21 medievali o moderni. In alcuni siti neolitici e dell’età del Bronzo sono stati effettuati scavi archeologici, grazie ai quali si dispone di nuovo materiale e significative conoscenze. Tra questi, la più importante scoperta è stata il rinvenimento del villaggio neolitico in località S. Andrea dove è stato realizzato il Parco Archeologico, che costituisce parte integrante del Museo, in cui si possono osservare le antiche strutture portate alla luce dagli scavi.
Nel 2019 è stata inaugurata una nuova sezione dedicata agli importanti ritrovamenti di età altomedievali effettuati dalla SABAP PR e PC a S.Andrea, relativi ad un abitato e ad una necropoli molto estesa riferibili all'VIII-IX secolo.
Nella suggestiva cornice del castello Anguissola di Travo sono conservate ed esposte le testimonianze dei primi insediamenti umani in Val Trebbia, raccolte in diverse zone della valle, da Coli a Rivergaro, a Travo e a Croara. Le più antiche frequentazioni di questo territorio si datano fra la fine del Paleolitico antico e l'inizio del medio (100.000 anni fa circa) e sono costituite da una serie di strumenti su scheggia, spesso di tecnica "levalloisiana". Resti di accampamenti estivi di caccia, che sembrano essere stati frequentati nel Mesolitico recente o Castelnoviano (attorno al VI millennio a.C), hanno restituito tipici strumenti quali trapezi, punte di freccia e grattatoi. Di notevole interesse sono i reperti databili al Neolitico recente (fine IV millennio a.C.), alcuni dei quali tipici della cultura “dei Vasi a Bocca Quadrata”, rinvenuti in località S. Andrea dove è stato scoperto uno dei più importanti insediamenti dell'Italia settentrionale e in cui è stato istituito, a sua tutela e valorizzazione, il Parco Archeologico. Nel museo sono inoltre raccolte testimonianze che risalgono alle età del Rame, del Bronzo e del Ferro, prove di insediamenti liguri, celtici ed anche di contatti con gli etruschi. Per quel che riguarda l'età Romana, significative sono le testimonianze epigrafiche che documentano il culto di Minerva in Val Trebbia, anche se il luogo preciso in cui sorgeva il santuario dedicato a questa divinità è tutt’oggi sconosciuto.
Parte integrante del Museo è il Parco Archeologico del villaggio neolitico di S. Andrea, esteso circa un ettaro. La sua caratteristica principale è la conservazione in vista di parte delle strutture preistoriche messe in luce nel corso delle campagne di scavo svoltesi in quest'area dal 1995 sino ad oggi. Questo villaggio neolitico infatti presenta una fitta rete di strutture abitative e funzionali ben conservate, parte delle quali ora mantenute a vista. Il percorso di visita è corredato da una serie di pannelli relativi alla storia del sito, alle strutture abitative e funzionali, ad approfondimenti sul neolitico italiano e locale. Dal 2010 sono visibili anche le ricostruzioni di alcuni edifici neolitici in scala reale.
Pubblicazioni e cataloghi Travo: le vicende dell'antico insediamento, le preziose raccolte archeologiche e le bellezze del territorio, Collana Le guide di Piacenza Turismi , Piacenza, Piacenza Turismi, 2006.
Pubblicazioni e cataloghi Pagliani M.L., Museo Archeologico, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 26, n. 19.
Pubblicazioni e cataloghi Bernabò Brea M., I primi agricoltori, Piacenza, 1992.
Storia dell’edificio Nel 1255 il Castrum Trabani fu distrutto dal marchese Oberto Pallavicino; nel 1302 I'imperatore Alberto d'Austria concesse a Riccardo Anguissola il territorio comprendente Trabano (Travo), Pigazzano e Gazzola. Nel 1337 Bernardino Anguissola ottenne dal duca Azzo Visconti l'investitura di Travo e Caverzago e, nove anni dopo, da Luchino Visconti, anche quella di Bobbio. Il castello e il borgo fortificato di Travo, nonostante la loro posizione strategica, non furono teatro di grandi imprese belliche. Del primitivo impianto castrense, trasformato in abitazione signorile alla fine del XVIII secolo dal conte Giacomo Anguissola, rimane ormai solo un edificio sul lato meridionale della piazza del paese, che conserva ancora finestre d'impianto medievale. A lato si eleva la torre quadrata, sormontata da una successiva altana in mattoni. Attraverso questa torre si entrava nell'antico borgo fortificato, protetto da una parte dal fiume, e dall'altra difeso dal castello.Nel 1978 l'edificio monumentale è stato donato al Comune dalla contessa Maria Salini, vedova Anguissola. Dal 1994 é sede della Sala Consiliare Municipale.