
Ravenna
Lo studio di Giulio Ruffini è nella sua casa a Mezzano di Ravenna, dove ora risiede la figlia che ne custodisce le opere, mantenendone la memoria attraverso cataloghi, libri, riviste e giornali che hanno contribuito alla fortuna critica dell'artista. Al piano superiore è presente lo studio, ricco di quadri, in numero di circa 200 e 300 collages. Ruffini vi arrivava con la famiglia nel 1973 per viverci fino al 2011. Nonostante amici critici e artisti (Folli, Verlicchi, Guttuso, Vedova e Pomodoro) avessero insistito affinché l’artista si trasferisse in una grande città, Giulio Ruffini preferiva, in sintonia con il suo sodale Mattia Moreni, rimanere in campagna dove poteva vivere in tranquillità e raccontare il lavoro contadino che stava scomparendo.
È in corso il progetto "1921-2021. Centenario della nascita" per celebrare il centenario della nascita del pittore romagnolo; nel corso del 2021 una grande retrospettiva ha toccato Bagnacavallo, Bologna, Rimini, Faenza, Lugo e Ravenna, dove in ciascuna sede sono stati approfonditi i diversi periodi della sua produzione artistica. La rassegna celebrativa è stata promossa dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dall’Associazione Percorsi e dal circolo Arci di Mezzano, unitamente ai Comuni e alle istituzioni via via coinvolte, con il patrocinio del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna.
Paesaggi culturali Nel corso del tempo, il fiume Lamone è stato un grande collettore di lavoro per le comunità della Romagna: il suo corso, gli allagamenti e le varie diversioni hanno plasmato gli uomini e il paesaggio a nord di Ravenna, fornendo occupazione a migliaia di operai scarriolanti, braccianti e “cavasabbia”, divenuti negli anni la presenza dominante su quelle terre che Ruffini sapeva cogliere per immagini nella loro forza identitaria. L’artista era amico e sodale di Mattia Moreni di cui si può ripercorrere l’opera nella casa-studio a Brisighella. Opere del Ruffini invece sono presenti al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo che conserva oggi 340 incisioni, 10 disegni e 5 dipinti, mentre un quadro raffigurante Anita Garibaldi morente è posto nell’ultima dimora dell’eroina a Mandriole di Ravenna.
Pubblicazioni e cataloghi
Bibliografia
R. De Grada, Giulio Ruffini, Milano, 1967
Giulio Ruffini
a cura di G. Guberti, catalogo della mostra antologica al Salone delle Esposizioni della Pinacoteca Comunale e alla Loggetta Lombardesca di Ravenna
Milano, 1997
Giulio Ruffini. Scomparsa della Romagna. Opere dal 1968 ad oggi
a cura di O. Piraccini, L. Prati, R. Ricci, catalogo della mostra a Palazzo Albertini a Forlì
Forlì, 2002
Pubblicazioni e cataloghi
Bibliografia
R. De Grada, Giulio Ruffini, Milano, 1967
Giulio Ruffini
a cura di G. Guberti, catalogo della mostra antologica al Salone delle Esposizioni della Pinacoteca Comunale e alla Loggetta Lombardesca di Ravenna
Milano, 1997
Giulio Ruffini. Scomparsa della Romagna. Opere dal 1968 ad oggi
a cura di O. Piraccini, L. Prati, R. Ricci, catalogo della mostra a Palazzo Albertini a Forlì
Forlì, 2002
Risorse esterne https://ruffinicentenario.art/2021/02/12/mostre/