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Il cortile interno
Il cortile interno
Atrio del Museo, già Chiesa di Santa Maria della Morte
Atrio del Museo, già Chiesa di Santa Maria della Morte
La sezione preistorica
La sezione preistorica
Testa marmorea di Atena, copia dell'Atena Lemnia di Fidia (fine I sec. a.c. - inizi I sec. d.c.)
Testa marmorea di Atena, copia dell'Atena Lemnia di Fidia (fine I sec. a.c. – inizi I sec. d.c.)
Situla bronzea della Certosa
Situla bronzea della Certosa
Saqqara, Tomba di Horemheb, rilievo in calcare con prigionieri nubiani (1332-1323 a.c.)
Saqqara, Tomba di Horemheb, rilievo in calcare con prigionieri nubiani (1332-1323 a.c.)
Targa in bronzo, esposta all'ingresso del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.
Targa in bronzo, esposta all'ingresso del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.

Bologna

Museo Civico Archeologico

Il cortile interno
Il cortile interno
Atrio del Museo, già Chiesa di Santa Maria della Morte
Atrio del Museo, già Chiesa di Santa Maria della Morte
La sezione preistorica
La sezione preistorica
Testa marmorea di Atena, copia dell'Atena Lemnia di Fidia (fine I sec. a.c. - inizi I sec. d.c.)
Testa marmorea di Atena, copia dell'Atena Lemnia di Fidia (fine I sec. a.c. – inizi I sec. d.c.)
Situla bronzea della Certosa
Situla bronzea della Certosa
Saqqara, Tomba di Horemheb, rilievo in calcare con prigionieri nubiani (1332-1323 a.c.)
Saqqara, Tomba di Horemheb, rilievo in calcare con prigionieri nubiani (1332-1323 a.c.)
Targa in bronzo, esposta all'ingresso del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.
Targa in bronzo, esposta all'ingresso del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.
Via dell’Archiginnasio, 2 – Bologna (BO)
Tel. 051 275 721 1
Email: mca@comune.bologna.it

Il museo, ospitato nel quattrocentesco Palazzo dell'Ospedale di Santa Maria della Morte – edificio quattrocentesco ristrutturato nel 1875 – nasce nel 1881 dalla fusione di due musei, quello Universitario, erede della "Stanza delle Antichità" dell'Accademia delle Scienze fondata da Luigi Ferdinando Marsili (1714), e quello Comunale, da poco arricchitosi della grande collezione del pittore Pelagio Palagi (1860) e di numerosissimi reperti provenienti dalle fortunate campagne di scavo condotte a Bologna e nel territorio circostante fra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Il suo patrimonio è costituito in primo luogo dalle ricche raccolte di materiali che documentano l'archeologia bolognese dalla preistoria all'età romana, fra cui spiccano i numerosi corredi funerari etruschi di età villanoviana e felsinea.
L'ordinamento del museo, oggi ampiamente rinnovato rispetto all'allestimento originale, è articolato nelle sezioni che espongono reperti provenienti dalle Collezioni Palagi e Universitaria (Sale Egiziana, Greca, Etrusco-Italica e Romana), ed in quelle che documentano la storia cittadina (Sezioni preistorica, etrusca, lapidario).
Importanti nuclei di collezione riunisce anche la sezione egiziana che conta circa 3.500 pezzi, fra i quali emergono capolavori quali i rilievi della tomba del faraone Horemheb, ed è una delle più importanti d'Europa.
Il museo conserva inoltre una rilevante collezione numismatica, costituita da circa 100.000 monete e medaglie.

Nella sezione preistorica, recentemente rinnovata, l'evoluzione del popolamento del Bolognese è rappresentata da una serie di strumenti in pietra del Paleolitico e da numerosi manufatti che documentano lo sviluppo del Neolitico, del'l'età del Rame e dell'età del Bronzo. Di particolare rilevanza sono i testimonianze della Grotta del Farneto, il ripostiglio di Rocca di Badolo (XVI sec. a.C.), con le sue quarantuno asce di bronzo e i reperti da numerosi siti abitativi, fra cui quello di S. Giuliano diToscanella , da cui proviene tra le altre cose una ben conservata forma di fusione per falce e punte di freccia.

Caratterizza il percorso espositivo una ricchissima sezione etrusca. La fase villanoviana di Bologna (IX-metà del VI sec. a.C.) è illustrata da una vasta scelta dei circa quattromila corredi tombali delle necropoli (si ricordano fra le altre quelle di Savena, S. Vitale, Benacci, Arnoaldi), comprendenti oggetti di uso personale e strumenti in bronzo, nonché vasellame in ceramica e bronzo. Qui si segnalano, in particolare, il celebre askos Benacci, forma vascolare molto rara databile alla fine dell'VIII sec. a.C., e lo straordinario complesso del "ripostiglio di S. Francesco", rinvenuto presso l'omonima basilica: un deposito di fonderia, costituito da un grande dolio che conteneva oltre 14 mila pezzi di bronzo, interi e frammentati, sia di produzione locale che di altre provenienze.

La fase pienamente urbana di Felsina, la Bologna etrusca (fase "Certosa" o felsinea) è ancora una volta illustrata prevalentemente da corredi tombali, fra i quali spiccano quelli eccezionali della "Tomba grande" e della "Tomba dello sgabello", ascrivibili alla necropoli dei Giardini Margherita. Dal sepolcreto della Certosa prende invece il nome invece l'importante situla in bronzo decorata con scene di vita militare, civile e religiosa.

Di grande rilevanza è anche il nucleo di circa duecentocinquanta stele figurate in arenaria, che costituivano il segnacolo delle tombe più prestigiose. Alla cultura villanoviana di Verucchio, il sito principale della Romagna della prima età del Ferro è dedicata una sala in cui è esposta una tomba principesca caratterizzata da una ricca suppellettile in legno.

Per quanto riguarda l'età romana, nell'atrio è esposto il torso marmoreo loricato dell'imperatore Nerone rinvenuto durante il sec. XVII nella zona del teatro (Piazza dei Celestini), mentre fra l'atrio e il cortile è distribuita la ricca collezione di lapidi, databili prevalentemente fra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., interessanti sia per la documentazione onomastica e magistratuale che per la testimonianza offerta da alcune decorazioni con scene ispirate alla professione del defunto. Nel cortile sono collocate anche alcune pietre miliari provenienti dalla Via Aemilia.

Passando alle sezioni dedicate agli oggetti di provenienza collezionistica, nella sala con le antichità etrusco-italiche si segnalano i buccheri e, tra gli specchi, la famosa "patera cospiana".

Nella sezione greca è esposta la celeberrima testa marmorea dell'Athena Lemnia dalla collezione Palagi, una bella copia d'età augustea di un originale fidiaco in bronzo. Cospicua la serie delle ceramiche greche e magno greche, delle gemme e delle oreficerie.

Una menzione particolare merita la collezione egizia, una fra le più importanti d'Europa, in gran parte di provenienza Palagi, recentemente riallestita, ricca di più di tremila oggetti quali sarcofagi, stele, ushabti e manufatti vari, che documentano tre millenni di civiltà.

Tra i pezzi più importanti si collocano i rilievi provenienti dalla tomba di Horemheb a Saqqara (XIII sec. a.C.), monumento riscoperto da scavi recenti, cui è dedicato un video in computer-grafica.

Il museo è dotato di una sezione informatica, con alcune postazioni destinate ai visitatori perché possano esplorare ed approfondire aspetti e temi del ricco patrimonio museale.

Pubblicazioni e cataloghi

La Collezione Romana: nuovo allestimento, fa parte di: E laboratorio museo, Bologna, Museo Civico Archeologico, 2010.

Pubblicazioni e cataloghi

Chimienti M., Monete della zecca di Bologna: Catalogo generale: con la pubblicazione delle monete del Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna, Format.bo, 2009.

Pubblicazioni e cataloghi

Tamburini-Müller M.E., La necropoli Campo del Tesoro-Lavatoio di Verucchio (Rn), Bologna 2006.

Pubblicazioni e cataloghi

La sezione preistorica: nuovo allestimento, testi di Dore Mariella et al., fa parte di: E laboratorio museo, Bologna, Museo Civico Archeologico, 2005.

Pubblicazioni e cataloghi

La Collezione Greca, fa parte di: E laboratorio museo, Bologna, Museo Civico Archeologico, 2005.

Pubblicazioni e cataloghi

Macellari R., Il sepolcreto etrusco nel terreno Arnoaldi di Bologna (550-350 a.C.), Bologna 2003.

Pubblicazioni e cataloghi

Govi E., Le ceramiche attiche a vernice nera di Bologna, Imola, 1999.

Pubblicazioni e cataloghi

Taglioni C., L’abitato etrusco di Bologna, Imola, 1999.

Pubblicazioni e cataloghi

De’ Spagnolis Conticello M., De Carolis E., Le lucerne di bronzo del Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna 1997.

Pubblicazioni e cataloghi

Morigi Govi C, Pernigotti S.(a cura di), Museo civico archeologico di Bologna: la collezione egiziana, Milano, Leonardo Arte, 1997.

Pubblicazioni e cataloghi

Pernigotti (a cura di), Una nuova collezione egiziana al Museo civico archeologico di Bologna, Pisa, Giardini editori e stampatori, 1994.

Pubblicazioni e cataloghi

Jaeger B., Les scarabees a’ noms royaux du Museo Civico Archeologico de Bologna, Bologna, 1993.

Pubblicazioni e cataloghi

Vitali D, Tombe e necropoli galliche di Bologna e territorio, Bologna, 1992.

Pubblicazioni e cataloghi

Pernigotti S.(a cura di), Aegyptica Bononiensia, Pisa, 1991.

Pubblicazioni e cataloghi

Brizzolara A.M., Gipsoteca. La collezione dei gessi del Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna, 1990.

Pubblicazioni e cataloghi

Tovoli S., Il sepolcreto villanoviano Benacci Caprara di Bologna, Bologna, 1989. 

Pubblicazioni e cataloghi

Mandrioli Bizzarri A.R., La collezione di gemme del Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna 1987.

Pubblicazioni e cataloghi

Brizzolara A. M., Le sculture del Museo Civico Archeologico di Bologna: la Collezione Marsili, Bologna 1986.

Pubblicazioni e cataloghi

Bresciani E., Le stele egiziane del Museo Civico Archeologico di Bologna, Casalecchio di Reno, 1985 .

Pubblicazioni e cataloghi

Susini G., Pincelli R., Il lapidario, Bologna 1960, rist. 1985

Pubblicazioni e cataloghi

Pernigotti S., La statuaria egiziana nel Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna, 1980.

Pubblicazioni e cataloghi

Meconcelli Notorianni G., Vetri antichi nelle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna, 1979.

Pubblicazioni e cataloghi

Gualandi Genito M. C., Lucerne fittili delle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna 1977.

Pubblicazioni e cataloghi

Pincelli R., Morigi Govi C., La necropoli villanoviana di San Vitale, Bologna, 1975 .

Pubblicazioni e cataloghi Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.

Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico Archeologico, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 7.

Pubblicazioni e cataloghi Morigi Govi C. (a cura di), Guida al Museo Civico Archeologico di Bologna, Bologna, Compositori, 2009.

Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico Archeologico, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p.12.

Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico Archeologico, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 84-85.

Pubblicazioni e cataloghi Morigi Govi C., Vitali D. (a cura di), Il Museo Civico Archeologico di Bologna, II ed., Bologna, 1988.

Pubblicazioni e cataloghi Morigi Govi C., Sassatelli G. (a cura di), Dalla Stanza delle Antichita' al Museo Civico. Storia della formazione del Museo Civico Archeologico di Bologna, Casalecchio di Reno, Grafis, 1984.

Storia dell’edificio L’Ospedale di Santa Maria della Morte, uno dei primi eretti a Bologna, nel 1347, era sede dell’omonima confraternita che, per secoli, ebbe l’incarico di organizzare la processione della Madonna di San Luca, ospitandola nella propria sede durante le notti di permanenza in città. Durante il Settecento il palazzo subì profonde alterazioni: nel 1735 su progetto di Carlo Francesco Dotti fu rimodernata la chiesa di Santa Maria della Morte, costruita nel 1350, con la scomparsa degli affreschi cinquecenteschi. Nel 1798 fu soppressa la confraternita dalle leggi napoleoniche, nel 1799 fu chiusa la chiesa e nel 1801 l'ospedale cessò la sua attività. Tra il 1862 ed il 1878, ad opera di Coriolano Monti e Antonio Zannoni, l'edificio fu completamente ristrutturato per ospitare il Museo Civico, inaugurato nel 1881, che comprendeva le sezioni archeologica, rinascimentale e del risorgimento. Dal 1874 fu anche sede dell'appena istituito Archivio di Stato di Bologna, trasferito nel 1940 nell'attuale sede dell'ex convento dei Celestini. Nell'ex Ospedale della Morte dal 1982 è stato allestito il nuovo Museo Civico Archeologico di Bologna.
Dell'antica costruzione non rimangono che le arcate del chiostro a colonne ottagonali, e frammenti di una loggia trecentesca al primo piano. All'angolo di Via dei Musei sono ancora visibili gli stemmi in arenaria della Confraternita, oggi purtroppo illeggibili a causa del degrado della pietra.

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Dove si trova

Via dell'Archiginnasio, 2
Bologna (BO)
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