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(IBC, foto di C. Ferlauto)
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Paolo Testi, Busto di Carducci (IBC, foto A. Scardova)
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(IBC, foto A. Scardova)
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Facciata di Casa Carducci (IBC, foto A. Scardova)
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Bologna

Casa Carducci

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Paolo Testi, Busto di Carducci (IBC, foto A. Scardova)
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Facciata di Casa Carducci (IBC, foto A. Scardova)
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Piazza Carducci, 5 – Bologna (BO)
Tel. 051 219 6520
Email: casacarducci@comune.bologna.it
Giosue Carducci

Poeta e saggista, è stato una delle personalità più in vista della vita culturale dell’Italia della seconda metà dell’Ottocento. Trascorse la prima giovinezza in Toscana, ma visse la sua maturità a Bologna, dove giungeva nel 1860 per ricoprire la cattedra di letteratura italiana all’Università, tenuta per più di quarant’anni. Partecipava alla vita culturale del tempo, collaborando con periodici culturali prestigiosi e, nel 1890, veniva nominato senatore e poi Cavaliere di Gran Croce. L’apprezzamento conquistato anche all’estero, favorito dalle traduzioni di alcune delle sue liriche più celebri, gli consentiva di ottenere nel 1906 il riconoscimento del Premio Nobel.

villetta indipendente con giardino

Riaperta la pubblico nel 1996 dopo un lungo periodo di chiusura per restauro, Casa Carducci ha ritrovato l'aspetto che aveva nel 1921, anno della sua inaugurazione. Fu allora Albano Sorbelli, discepolo di Carducci e direttore per molti anni della Biblioteca dell'Archiginnasio, a guidare il riordino del materiale librario ed archivistico e la ricostruzione fedele dell'ambiente di vita quotidiana del poeta. L'edificio, che risale al 1500, fu per almeno due secoli luogo di culto della Confraternita di Santa Maria della Pietà detta del Piombo. Nel 1798, in seguito alle soppressioni napoleoniche, i locali furono trasformati in abitazioni. Dal 1890 vi risiedette il Carducci, presente a Bologna fin dal 1860, anno in cui era stato chiamato ad insegnare Letteratura italiana all'Università.

Acquistata, quando ancora era abitata dal poeta, dalla regina Margherita – proprio per evitare che andasse disperso il patrimonio raccolto in anni di studio – la dimora fu donata al Comune all'indomani della morte del Carducci, nel 1907. Decorato nello stile delle case borghesi di fine Ottocento, l'appartamento conserva l'assetto originario. L'elemento dominante è costituito dalla biblioteca ricca di quarantamila volumi e comprendente molte edizioni rare, ottocentottanta cinquecentine e testi commentati e annotati dallo stesso Carducci. I libri catalogati ed ordinati dal poeta, per autore o per materia, sono distribuiti in sei ambienti: autori stranieri nella sala d'ingresso, letteratura italiana del Sette-Ottocento e testi sul Risorgimento nella seconda sala; nello studio, intorno al tavolo da lavoro e alle pareti figurano la collezione di edizioni dantesche, classici latini e opere di consultazione. Libri sono disposti anche nella camera da letto e nella sala da pranzo. Nei quattro armadi del corridoio è conservato il materiale d'archivio con epistolari e manoscritti. Alle pareti, nelle varie stanze, sono visibili busti e ritratti carducciani. A fianco della palazzina, addossata alle mura urbiche è il giardino memoriale, dominato dal monumento al Carducci. Scolpito in marmo bianco di Carrara da Leonardo Bistolfi, fu inaugurato nel 1928: quattro pannelli raffiguranti complesse allegorie sull'opera letteraria e le vicende storiche risorgimentali fanno da sfondo ad una statua del poeta seduto in atteggiamento pensoso.

Paesaggi culturali A Bologna molti sono i luoghi frequentati dal Carducci, come la libreria Zanichelli
sotto il portico del Pavaglione che per il poeta fu un ufficio dove lavorare e un luogo di riferimento. In via Zamboni 33, sede dell’Università, esiste un’aula a lui intitolata a ricordo delle lezioni di letteratura italiana. La città è presente in diverse liriche delle Odi Barbare, in particolare nel giardino di via Broccaindosso al n. 20, dove si affacciava la casa in cui visse tra il 1861 e il 1876 e in cui vide morire il figlioletto Dante. Infine, alla Certosa dove si trova la tomba monumentale, un monolito in granito rosso dono degli italiani residenti all’estero. In Romagna il Carducci frequentò villa Silvia a Lizzano di Cesena, di proprietà dei conti Pasolini Zanelli, a cui fu legato da profonda amicizia e dove è custodita la stanza in cui lui soggiornava.

Pubblicazioni e cataloghi Casa Carducci, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 2.

Pubblicazioni e cataloghi Tamassia P., Casa Carducci, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 200, p. 89, n. 11.

Pubblicazioni e cataloghi Barbieri T., Parole in casa Carducci, in , XXV, 1999.

Pubblicazioni e cataloghi Invito alla Biblioteca e Casa Carducci, Bologna, Lions Club Bologna Carducci, 1996.

Pubblicazioni e cataloghi Fasoli G., Saccenti M. (a cura di), Carducci e Bologna, Bologna, Cassa di risparmio in Bologna, 1985.

Pubblicazioni e cataloghi Baldi Bevilacqua E., Nella casa delle mura Mazzini. L'ultimo decennio, in Carducci mio nonno, Milano, 1977

Pubblicazioni e cataloghi Casa Carducci, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 2.

Pubblicazioni e cataloghi Tamassia P., Casa Carducci, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 200, p. 89, n. 11.

Pubblicazioni e cataloghi Barbieri T., Parole in casa Carducci, in , XXV, 1999.

Pubblicazioni e cataloghi Invito alla Biblioteca e Casa Carducci, Bologna, Lions Club Bologna Carducci, 1996.

Pubblicazioni e cataloghi Fasoli G., Saccenti M. (a cura di), Carducci e Bologna, Bologna, Cassa di risparmio in Bologna, 1985.

Pubblicazioni e cataloghi Baldi Bevilacqua E., Nella casa delle mura Mazzini. L'ultimo decennio, in Carducci mio nonno, Milano, 1977

Storia dell’edificio La casa risale al XVI secolo, in origine si trattava di una chiesa ed un oratorio costruiti per la confraternita di S. Maria della Pietà detta del Piombo, costituitasi in occasione del rinvenimento, nel 1502, di un'immagine della Pietà incisa su una lastra di piombo. Intorno al XVII secolo l'edificio si arricchisce di una sacrestia e di un'abitazione per il guardiano. In seguito con le espropriazioni napoleoniche e la conseguente soppressione della confraternita, l'edificio viene venduto per essere trasformato in abitazione civile; acquistato da ricchi mercanti bolognesi, questi provvedono alla sopraelevazione del fronte della chiesa modificando l'originaria volumetria.

Dove si trova

Piazza Carducci, 5
Bologna (BO)
PatER