
Voghiera
Allestito nella ex delizia estense di Belriguardo, il museo è ripartito in tre sezioni: Archeologica, Rinascimentale e Arte Moderna, integrate da spazi didattici al servizio delle scuole. Il primo nucleo di materiali esposto nel 1979 a Voghenza era prevalentemente costituito da reperti archeologici provenienti dal territorio e dalla chiesa di San Leo. In seguito la raccolta fu arricchita, soprattutto grazie ai reperti emersi dagli scavi della necropoli romana. Nel 1994 si ebbe il trasferimento nei restaurati locali presso la torre del castello di Belriguardo e nel 2001 venne istituito ufficialmente il Museo Civico.
Nel 2015 la sezione archeologica è stata rinnovata e riallestita all’interno del restaurato corpo centrale della Delizia, sotto la cosiddetta “sala delle Bifore”. Nell'occasione, il patrimonio presentato al pubblico si è arricchito di numerosi altri reperti compresi in un arco temporale fra l'età etrusca a quella bizantina. Fra essi spiccano i materiali recuperati grazie allo scavo del cosiddetto Fondo Tesoro, ove sono stati individuati i resti una villa romana di epoca imperiale e di una necropoli alto medievale di VI-VII sec. d.C.
Il nuovo allestimento della sezione archeologica consente al visitatore di compiere un lungo excursus temporale, a cominciare da un piccolo nucleo di materiali etruschi per poi passare all'occupazione romana del territorio. In questo contesto viene ampiamente presentata la villa romana di Fondo Tesoro da cui provengono un'autentica rarità archeologica – il diploma militare di bronzo, databile al 100 d.C., rilasciato da Traiano a fine servizio servizio a un ausiliario della flotta imperiale di Ravenna di origini dalmate, Lucio Bennio Beuza, insignito con i suoi discendenti della cittadinanza romana – e una serie di preziosi reperti bronzei tra cui spicca, ugualmente unico, uno strumento a fiato probilmente di uso militare.
E' poi la volta dei corredi funerari della necropoli di Voghenza, con le tombe disposte secondo un criterio cronologico insieme agli oggetti di corredo (coppe in ceramica fine, anfore, vetri, balsamari, monili in oro e ambra) e alle relative relative stele funerarie esposte a parete. Chiude il percorso la necropoli alto medievale rinvenuta nello stesso Fondo al di sopra della villa romana.
Sotto il torrione di Belriguardo si conserva, infine, il sarcofago di Claudia Januaria proveniente dalla vicina villa Massari Mazza.
Nella cinquecentesca Sala della Vigna, interamente affrescata, la sezione rinascimentale ospita una ricca collezione di ceramiche ferraresi databili dal XIV al XVII secolo; vi sono inoltre documentazioni su Belriguardo e un grande plastico che ne ricostruisce i grandi giardini all'italiana.
Nel torrione d'ingresso al terzo piano è allestita una sala dedicata alle sculture dello scultore locale Giuseppe Virgili (1894-1968), artista figurativo di poetica verista, che ha realizzato le sue opere prevalentemente in gesso o terracotta; il suo Monumento ai Caduti si trova nella Chiesa di Voghiera. Gli spazi hanno ospitato anche la personale ‘Le ceramiche di Alberto Lanteri’.
Pubblicazioni e cataloghi Parisini S. (a cura di), Per antiche vie: guida al Parco Archeologico dell'Alto Adriatico, Bologna, Editrice Compositori, 2014, pp. 183-184
Pubblicazioni e cataloghi Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Museo civico di Belriguardo, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 18.
Pubblicazioni e cataloghi Pagliani M.L., Landi E., Museo Archeologico di Belriguardo, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 139, n. 41.
Pubblicazioni e cataloghi Scardino L. (a cura di), Sculture di Giuseppe Virgili. Museo di Belriguardo, Ferrara, Liberty House, 1989.
Pubblicazioni e cataloghi Baldoni D., Una collezione archeologica nel Museo di Belriguardo, Ferrara, Liberty house, 1989.
Pubblicazioni e cataloghi Voghiera, Guida turistica, Voghiera 1987.
Pubblicazioni e cataloghi Cornelio Cassai C., Voghenza: Antiquarium, "Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica", 1979, pp. 223-226.
Storia dell’edificio La torre della delizia di Belriguardo, edificata nel 1435 per Niccolò III d'Este da Giovanni da Siena e quindi da Antonio Brasavola, è stata ampliata successivamente da Pietro Benvenuto degli Ordini e Biagio Rossetti per il duca Borso, che commissionò a Cosmè Tura la decorazione della cappella (1469-1473), poi demolita da Alfonso II. La residenza estense venne affrescata per il duca Ercole I da Nicolò Pannizzato ed Ercole de' Roberti. Nuovi interventi ebbero luogo nel XVI secolo ad opera di Girolamo da Carpi, Garofalo, Camillo Filippi ed altre maestranze. Dell'antico splendore della delizia, decaduta dal 1598 in seguito alla devoluzione alla Chiesa, testimoniano le sei bifore di gusto tardogotico e gli affreschi cinquecenteschi della Sala delle Vigne o delle Cariatidi. Negli anni Settanta l'edificio venne in parte acquistato dal Comune di Voghiera e restaurato a sua cura.
Dati specifici Classe: Archeologia
Dati specifici Sottoclasse: Archeologia classica
Dati specifici Sottoclasse: Archeologia medievale
Dati specifici Sottoclasse: Lapidaria
Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)
Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa