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Palazzo dei Diamanti
Palazzo dei Diamanti
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Ferrara

Pinacoteca Nazionale di Ferrara

Palazzo dei Diamanti
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Corso Ercole I d’Este, 21 – Ferrara (FE)
Tel. 059 4395711
Email: ga-esten@cultura.gov.it

Istituita nel 1836 in seguito all'allestimento in una sala municipale di una quarantina di opere provenienti da varie chiese ferraresi, vide aggiungersi a questo primo nucleo lasciti, donazioni e acquisti, tra i quali una parte della galleria Costabili. Nel 1956 la raccolta passò allo Stato, che la ordinò al piano nobile del Palazzo dei Diamanti. Il percorso espositivo si apre con la serie dei 'Ritratti Villa', del XVII secolo, allineati nell'ingresso. Seguono, nel salone d'onore, alcuni affreschi staccati da chiese ferraresi: dall'abbazia di S. Bartolo, da cui provengono alcune parti del ciclo pittorico di fine del Duecento e la trecentesca 'Apoteosi di S. Agostino' di Serafino de’ Serafini, e dal convento di S. Andrea, che ospitava nel suo refettorio gli affreschi del Garofalo esposti sulla parete di fondo.

Nelle due sale con accesso dal corridoio si raccolgono altre testimonianze del XIV secolo, rappresentato da una raccolta di miniature, dal complesso tardogotico di casa Pendaglia, da alcune tavole del Maestro G.Z., del Maestro di Figline, di Francesco da Rimini. Opere di Cristoforo da Bologna e Simone dei Crocifissi provengono dalla collezione Costabili, mentre in tre sale contigue è allestito dal 1984 il nucleo dei dipinti della Cassa di Risparmio, con quadri di Giovanni da Modena, Lorenzo Costa, Domenico Panetti, Bastianino, Carlo Bonone. Le 'Muse Erato e Urania' commissionate dal duca Leonello per lo studiolo di Belfiore illustrano nella collezione Sacrati Strozzi la pittura del quattrocento insieme a Cosmè Tura, autore di due parti superstiti del 'polittico di S. Maurelio', Vicino da Ferrara, Antonio da Crevalcore, Michele Pannonio e, nella raccolta Vendeghini Baldi, Ercole de’ Roberti, del Cossa, Baldassarre d'Este, Gentile da Fabriano, Andrea Mantegna, presente con la cimasa della 'Dormitio Virginis' del Museo del Prado. Nelle stanze lungo corso Rossetti sono esposte opere del Cinquecento attribuibili a Vittore Carpaccio, Dosso e Battista Dossi, Garofalo, Girolamo da Carpi, Mazzolino, Niccolò Pisano, Francesco Zaganelli, Ortolano, Bastarolo, Scarsellino, Tintoretto. In una sala è sistemato il complesso decorativo del demolito oratorio della Concezione, tredici affreschi eseguiti da Boccaccio Boccaccino, Garofalo, Michele Coltellini, Domenico Panetti, Baldassarre d'Este. Quadri di Zola, Celebrano, Parolini e il famoso 'Ritratto di Benedetto XIV' di Subleyras concludono insieme ad opere di Gandolfi e Hubert Robert l'itinerario espositivo.

Pubblicazioni e cataloghi

Bentini J. (a cura di), Le raccolte d’arte della Cassa di Risparmio di Ferrara nella Pinacoteca nazionale di Palazzo dei Diamanti, Bologna, 1984.

Pubblicazioni e cataloghi Bentini J., Este a Ferrara. Una corte nel Rinascimento, Cinisello Balsamo, 2004.

Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Pinacoteca Nazionale, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 127-128, n. 16.

Pubblicazioni e cataloghi Bentini J., La Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Bologna, 1992.

Pubblicazioni e cataloghi Bentini J., E. Riccomini, La Pinacoteca nazionale di Ferrara. Notizie storiche, Bologna, 1982.

Pubblicazioni e cataloghi Bentini J., Un palazzo, un museo. La Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti, Bologna, 1981.

Storia dell’edificio Palazzo dei Diamanti, tra le più celebri architetture del Rinascimento italiano, fu costruito tra il 1493 e il 1503 su progetto di Biagio Rossetti per Sigismondo d'Este, fratello del duca Ercole I, al centro dell'"Addizione Erculea", la ridefinizione urbanistica di Ferrara voluta dagli Estensi. Circa ottomilacinquecento bugne in marmo di Verona, allusive all'impresa erculea del diamante, caratterizzano due prospetti dell'edificio: il rivestimento fu scolpito da Gabriele Frisoni, autore delle candelabre angolari forse disegnate dallo stesso Rossetti. Nel 1567 ebbe termine il completamento delle facciate. Il portale seicentesco, ispirato ai rilievi plastici del Frisoni, venne aggiunto dai marchesi Villa, ai quali nel 1641 Francesco I aveva venduto il palazzo. Nel 1842 l'edificio passò al Comune di Ferrara che provvide a trasferirvi la pinacoteca.

Dove si trova

Corso Ercole I d'Este, 21
Ferrara (FE)
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