
Mirandola
IL CASTELLO CHE OSPITA IL MUSEO E' CHIUSO A CAUSA DEI DANNI DEL SISMA 2012
Il Museo Civico di Mirandola ha sede presso la prestigiosa sede del Castello dei Pico. L'origine del Museo va ricercata nell'illustre tradizione collezionistica dell'antica capitale dei Pico, che ha espresso varie importanti raccolte d'arte e d'artigianato. Il percorso museale si articola in dodici sezioni, integrate da uno spazio riservato alla didattica museale. La raccolta conta centinaia tra dipinti, monete, stampe, mobili, documenti e reperti archeologici per raccontare la storia di Mirandola, delle sue istituzioni e della signoria dei Pico.
La quadreria, particolarmente consistente, conserva in prevalenza dipinti e ritratti della famiglia Pico, che governò su Mirandola dal 1311 al 1711. Nella collezione figurano opere di Sante Peranda, seguace del Tintoretto, Justus Sustermans, Pietro Faccini ed altri. Comprende anche reliquiari, arredi e dipinti provenienti da chiese della città. La sezione dedicata alla numismatica espone monete di origine romana ed altre risalenti al periodo in cui era operante la Zecca dei Pico, dal 1515 all'inizio del '700. Tra gli esemplari di medaglie conservate si segnalano quelle di Pisanello e Nicolò Fiorentino, autore della medaglia con l'effige di Giovanni Pico. Relativamente alla sezione dedicata all'archeologia, viene offerta una panoramica sulla storia della presenza umana nel territorio mirandolese grazie a rinvenimenti di reperti dell'età del Bronzo afferibili alla fase delle terramare e di età romana. Sono presenti anche testimonianze, quali ceramiche, vasi e maioliche, appartenenti all'alto medioevo e all'età rinascimentale.
Pubblicazioni e cataloghi
Bellesia L., La zecca dei Pico, Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, 1995.
Pubblicazioni e cataloghi
Erlindo V. (a cura di), Arte a Mirandola al tempo dei Pico, Fondaizione Cassa di Risparmio di Mirandola 1994.
Pubblicazioni e cataloghi
Martinelli Braglia G. (a cura di), Committenze dei Pico, Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola 1991.
Pubblicazioni e cataloghi
Erlindo V. (a cura di), L’Arte di restaurare. Quadreria Civica e Arredi lignei della Chiesa del Gesù a Mirandola, Modena, 1990.
Pubblicazioni e cataloghi Pagliani M.L., Landi E., Museo Civico, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 65, n. 16.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia, 2005, pp. 80-81.
Storia dell’edificio Il Castello di Mirandola costituiva un complesso molto imponente, composto da diversi edifici costruiti in epoche differenti. A partire dal XVI secolo, acquistò fama di roccaforte inespugnabile. Orgoglioso simbolo del potere militare della famiglia Pico, il Castello era rappresentato dal poderoso e massiccio torrione fatto erigere da Giovan Francesco II Pico nel 1499-1500 su progetto di Giovan Marco di Lorenzo da Lendinara. Nel corso degli anni, il Castello di Mirandola ebbe modo di qualificarsi come vasta e splendida reggia, in cui era possibile ammirare diversi spazi di nobile ed alto pregio artistico. Qui, nella seconda metà del 1400, nacquero Giovanni Pico, una delle figure fondamentali del pensiero dell’Umanesimo e del Rinascimento, e Giovan Francesco II, importante filosofo e uomo di cultura. Nel Seicento il Castello si accrebbe in splendore e magnificenza grazie al mecenatismo dei Pico. A partire dai primi decenni del Settecento, però, il complesso iniziò a subire pesanti distruzioni e modifiche che ne alterarono pesantemente i caratteri e comportarono un periodo di grave decadenza per questo nobile ed importante edificio. Fu creato così un teatro d’opera sfruttando parte degli ambienti del palazzo ducale, a cui si aggiunsero varie manomissioni tra Otto e Novecento.