
Savignano sul Rubicone
Fondato nel 1926 per iniziativa di Don G. Franchini, titolare della parrocchia di S. Giovanni in Compito, il museo ha avuto la sua prima sede nella canonica della pieve romanica eretta nel VII secolo sullo stesso luogo in cui in epoca romana sorgeva il centro di Ad Confluentes, all’incrocio fra la via consolare tracciata da Emilio Lepido e la strada collinare di collegamento fra Sarsina e Ravenna.
L'antico sito è ricordato anche nell'Itinerario Burdigalense con il nome di "mutatio Competu", a riprova dell’esistenza di una posta per il cambio dei cavalli, dotata di servizi publici per il ristoro e l’alloggiamento dei viaggiatori.
Resti di colonne di notevoli dimensioni vi attestano inoltre l’esistenza di un edificio religioso o santuario campestre (prima età imperiale), la cui continuità di culto è testimoniata dalla pieve stessa. Ad esso va riferita la statua femminile marmorea seduta, interpretata come ninfa o divinità stagionale, che costituisce uno delle opere di maggior interesse del museo.
Il patrimonio museale annovera prevalentemente reperti romani affiorati dall'area archeologica del Compito: ceramiche a vernice nera, terre sigillate, lucerne, vetri, monete, oggetti funerari provenienti da sepolture a cremazione e ad inumazione disposte lungo la via Emilia, resti di colonne e di mosaici pavimentali, testimonianze connesse con l'edificio di culto, alcuni frammenti architettonici relativi alla pieve stessa, nella quale sono anche reimpiegati appunto pezzi più antichi.
Per la sua posizione lungo l’antica direttrice di penetrazione della costa adriatica verso occidente, l'area fu interessata in epoca preromana dalla presenza di un importante quartiere artigianale caratterizzato da fornaci per la produzione di ceramica. Grazie a prospezioni ivi effettuate le collezioni museali si sono quindi ulteriormente arricchite di una serie di materiali protostorici, per lo più ceramici, inquadrabili cronologicamente tra la fine della prima e gli inizi della seconda età del Ferro (VII-VI sec. a.C.).
Dopo un primo aggiornamento espositivo realizzato sul finire degli anni Novanta, un recento nuovo progetto di ammodernamento volto a valorizzare reperti e materiali non soltanto nell'ottica di un'ottimale ostensione, sostanziata dal completo rinnovamento degli impianti tecnologici e degli apparati, ma anche tale da renderli pienamente fruibili entro il contesto storico del quale sono espressione, ha completamento rivisto l’assetto dei materiali e il corredo didattico-informativo che li accompagna.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Archeologico del Compito Don Giorgio Franchini, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 52.
Pubblicazioni e cataloghi Scarpellini D., Museo archeologico del Compito: guida al museo archeologico del Compito e alla pieve di S. Giovanni in Compito. Villa Verucchio, 2000.
Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Museo Archeologico del Compito, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 184, n. 36.
Pubblicazioni e cataloghi Scarpellini D., Sobrero P. (a cura di), L’amore delle cose antiche. Don Giorgio Franchini e il Museo archeologico del Compito. Savignano sul Rubicone, Comune di Savignano sul Rubicone, 1999.
Pubblicazioni e cataloghi Scarpellini D., (a cura di), Gli scavi archeologici di S. Giovanni in Compito: Savignano sul Rubicone. Cesena, 1998.
Pubblicazioni e cataloghi Scarpellini D., Savignano sul Rubicone. S. Giovanni in Compito, in von Eles Masi P. (a cura di), La Romagna tra VI e IV secolo a. C., catalogo della mostra, Imola 1981, pp. 290-291.
Pubblicazioni e cataloghi Scarpellini D., Il Compito e la ceramica romana, Faenza, 1979.