Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

MM01
MM01
(foto Costantino Ferlauto - IBC)
(foto Costantino Ferlauto – IBC)
(foto Studio Pagina)
(foto Studio Pagina)
MM04
MM04
(foto Urbano Sintoni)
(foto Urbano Sintoni)
MM06
MM06
(foto Gianni Grazia)
(foto Gianni Grazia)

Cesenatico

Museo della Marineria

MM01
MM01
(foto Costantino Ferlauto - IBC)
(foto Costantino Ferlauto – IBC)
(foto Studio Pagina)
(foto Studio Pagina)
MM04
MM04
(foto Urbano Sintoni)
(foto Urbano Sintoni)
MM06
MM06
(foto Gianni Grazia)
(foto Gianni Grazia)
Via Armellini, 18 – Cesenatico (FC)
Tel. 0547 792 05
Email: infomusei@comune.cesenatico.fc.it

Il Museo della della Marineria di Cesenatico è costituito da due sezioni: una 'Sezione Galleggiante', nella quale possono essere liberamente visitate a bordo dieci imbarcazioni marinaresche, ancorate nel porto canale in assetto di navigazione e una 'Sezione a Terra' inaugurata nel 2005 che propone al visitatore un ampio e suggestivo percorso dedicato alla storia della marineria tradizionale dell’alto e medio Adriatico. Completa la visita l'Antiquarium comunale, sezione che raccoglie materiali archeologici, frutto di rinvenimenti per lo più non collegati a scavi sistematici, provenienti da insediamenti di epoca romana sparsi nell'entroterra della cittadina balneare. Il museo ospita anche una sala convegni, sale per mostre temporanee e un'aula didattica; ma è anche un ecomuseo che interagisce con la comunità locale proponendo un'ampia varietà di azioni e percorsi dedicati alla salvaguardia e trasmissione del patrimonio marittimo tangibile e intangibile, e alla promozione di una consapevolezza diffusa del mare come paesaggio culturale e risorsa sostenibile.

La 'Sezione Galleggiante' ospita nel Porto Canale leonardesco bragozzi, trabaccoli, lance, paranze, topi, battane, tutte databili tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Di grande effetto scenografico è il corredo delle vele colorate che anima il museo durante il periodo estivo. Le imbarcazioni, perfettamente restaurate secondo le caratteristiche e le funzioni d'uso, sono dotate delle strumentazioni originali sia per la pesca che per il trasporto di materiali.
L'altra sezione del Museo, la 'Sezione a Terra', si trova in un'area adiacente allo specchio d'acqua all'interno di un nuovo edificio progettato seguendo le linee degli antichi arsenali, offre un suggestivo percorso tra materiali e testimonianze della marineria tradizionale. Al centro del grande padiglione museale sono ospitate le due imbarcazioni protagoniste della marineria a vela nell'Alto Adriatico, il trabaccolo e il bragozzo. Nella prima parte del percorso, chiamata "struttura e costruzione", sono illustrati i semplici materiali e le tecnologie elementari con cui l'uomo ha navigato per millenni; qui è stata riallestita una bottega ottocentesca di carpenteria navale. Nella seconda parte, dedicata a "propulsione e governo", sono esposte ancore antiche e moderne mentre un'ampia parte e' dedicata ad illustrare l'evoluzione dell'attrezzatura velica e anche il passaggio dalle barche tradizionali agli scafi a motore. Il percorso si completa con la visita alle due terrazze per osservare le imbarcazioni dall'alto e scorgere i dettagli delle vele e delle alberature.
I materiali archeologici dell'Antiquarium sono presentati con un ordinamento didattico che agevola la conoscenza dei principali aspetti dell'organizzazione quotidiana in zone eminentemente agricole, segnate dalla presenza di ville rustiche e di agglomerati insediativi con le loro dotazioni edilizie e con i loro piccoli sepolcreti. Tra gli elementi di maggior valore vanno ricordate le testimonianze collegate all'esplorazione della fornace romana a Ca' Turci, un complesso produttivo del quale sono ancora visibili 'in situ' due dei forni con la relativa camera di combustione e il 'praefornium'. L'esemplificazione della gamma di prodotti di questo impianto proposta dal museo pone in evidenza un'attività artigianale iniziata nel corso del III sec. a.C. e specializzata da un canto nella fabbricazione di stoviglie di uso corrente e, dall'altro, nella modellazione di statue a tutto tondo da utilizzarsi probabilmente come complementi d'arredo per l'edilizia privata. Le realizzazioni di maggior rilievo della fornace sono costituite dalle due statue frammentarie, di un giovane e di un vecchio, che facevano parte di un gruppo unico fittile.

Pubblicazioni e cataloghi Medas S., D'Agostino M., Caniato G. (a cura di), Archeologia, storia, etnologia navale: atti del 1. convegno nazionale di archeologia navale: Cesenatico, Museo della Marineria, 4-5 aprile 2008, Bari, Edipuglia, 2010.

Pubblicazioni e cataloghi Gnola D. (a cura di), Guida al Museo della Marineria Cesenatico 2010, Villa Verucchio, La Pieve Poligrafica, 2010.

Pubblicazioni e cataloghi Tozzi Fontana M., Museo della Marineria, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 170, n. 12.

Pubblicazioni e cataloghi Nicoli A., Non solo di museo, , V, 3-4, 1989, pp. 23-26.

Pubblicazioni e cataloghi Marzari M., Il museo della marineria di Cesenatico, Roma?, Rivista Marittima, 1986.

Pubblicazioni e cataloghi Cesenatico. Museo della Marineria, Bologna, Piu grafica, 1984.

Pubblicazioni e cataloghi Zani M. (a cura di), Atti del Convegno La marineria romagnola, l'uomo e l'ambiente – Cesenatico, 7-8-9 ottobre 1977, Cesenatico, Minigraf, 1983.

Storia dell’edificio Il porto, in abbandono a seguito delle devastazioni dei Longobardi, rinasce nel 1314. Da questa data inizia a ricoprire un'importanza rilevante nella vita economico-politica dell'alto e medio Adriatico. Viene però distrutto altre volte e in seguito ricostruito; in particolare nel 1502 Cesare Borgia ne affida il ripristino a Leonardo da Vinci, al fine di cercare di risolvere l'annoso problema dei banchi di sabbia nell'imboccatura. L'accorgimento escogitato è stato usato con continuità fino al moderno avvento delle scavatrici meccaniche, permettendo al porto di mantenere per diversi secoli una relativa agibilità. Tuttora il porto canale leonardesco rappresenta l’asse principale del centro storico di Cesenatico, oltre che il suo principale monumento storico.

Dove si trova

Via Armellini, 18
Cesenatico (FC)
PatER