
Porretta Terme
I ritrovamenti di antiche condutture, mascheroni in cotto per fontane, offerte votive e monete testimoniano dell’utilizzo termale delle acque di Porretta probabilmente già in età etrusca, sicuramente in epoca romana. Si hanno testimonianze scritte dell’uso delle acque nel 1250, quando il cremonese Gerardo Petacchio descrive il ritrovamento di fonti presso il rio Maggiore, poi nel ‘300, a cura del medico Gentile da Foglino e, nel 1417, quando vengono citate da Ugolino da Montecatini nel suo “Tractatus de Balneis”. Ugolino riporta anche l’uso popolare di guarire con queste acque i cavalli bolsi. Una leggenda attribuisce la scoperta dell’efficacia terapeutica dell’acqua ad un contadino, che ritrovò grasso e in piena salute un bue che aveva abbandonato malato e macilento; si scoprì che il bue si era curato abbeverandosi all'acqua termale. In ricordo di quest’episodio il comune di Porretta utilizza come proprio simbolo un bue che si abbevera alla fonte. Nel 1700 le terme di Porretta erano un luogo di cura esclusivo con prezzi molto elevati sia per le terapie che per il soggiorno. Nell'Ottocento a Porretta esistevano ben cinque stabilimenti termali: “Marte, Reale e Tromba”, “Leone e Bovi”, “Donzelle”, “Porretta Vecchia” e “Puzzola”. Nel 1867 il Consiglio Provinciale di Bologna fece pubblicare un lussuoso volume ricco di illustrazioni per celebrare la fama delle terme che davano prestigio a tutta la provincia. Lo stabilimento della Puzzola venne affiancato da quello di Castanea, e il complesso Puzzola-Castanea, ha poi sostituito tutti gli storici stabilimenti delle Terme Alte, che si trovano ora in forte stato di degrado. Stessa sorte è toccata alle Terme di Porretta Vecchia e alla parte più antica della Puzzola. La storica sorgente della Donzella che sgorga in un chioschetto liberty maiolicato è anch'essa non più utilizzata. Oggigiorno tutta la ricca attività termale di Porretta si concentra nei moderni edifici del complesso rinnovato nel 2016, dopo alterne vicende gestionali, e denominato semplicemente Terme di Porretta. I vecchi edifici in grave stato di degrado nonostante il loro grande valore architettonico, storico e artistico, si sono classificati nel 2018 al terzo posto fra i "luoghi del cuore" FAI, ottimo auspicio per un loro recupero.
CARATTERISTICHE DELLE ACQUE:
salse (inclusi sottogruppi)
solforose (inclusi sottogruppi)
PERSONALITA' COLLEGATE::
Giovanni Sabadino degli Arienti (scrittore)
Enrico Caruso (tenore)
Francesco Tamagno (tenore)
Toti Dal Monte (soprano)
Federico Gonzaga (cardinale)
Andrea Mantegna (pittore)
Lorenzo de' Medici detto il Magnifico (signore di Firenze))
Niccolò Macchiavelli (storico, filosofo, scrittore)
François Rabelais (scrittore)
Notizie storiche, culturali e paesaggistiche del contesto:
Porretta, situata sull'Appennino tosco-emiliano, sorge in una conca a 400 m di altitudine, alla confluenza del rio Maggiore nel Reno. Lungo il rio Maggiore si è sviluppato l’antico centro tre-quattrocentesco, con le piazze lunghe e strette, mentre la Porretta ottocentesca sorge in prossimità del Reno, lungo la cui direttrice si sono sviluppati gli assi stradale e ferroviario, nonché i moderni stabilimenti termali. L’abitato è immerso in uno degli scenari più belli dell’Appennino con i vicini parchi regionali del Corno alle Scale e dei laghi di Suviana e Brasimone. Scendendo lungo la valle del Reno ci si imbatte nella importante testimonianza di epoca etrusca rappresentata dei resti dell’acropoli di Misa, con annessa necropoli. La zona archeologica occupa parte della più vasta area del Parco storico di Monte Sole, istituito sui territori dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno. Scopo del parco è anche quello di ricordare l’eccidio nazista che si svolse nei borghi sparsi fra questi boschi fra il settembre e l’ottobre del 1944. Il percorso segnato dal fiume Reno porta fino a Bologna, città che ha sempre avuto un forte legame, non solo amministrativo, con Porretta e le sue terme