
Rimini
Le Fonti della Galvanina erano utilizzate già nel I secolo a. C. dai romani, che vi eressero una stazione termale. Nel 1550 il nobile riminese Guido Ubaldo Zanotti fece erigere una fontana monumentale con vasca di raccolta e sedili in marmo. La stessa che nel 1743, in una cronaca di Ubaldo Marchi, viene descritta con queste parole “[escono] le sue acque da un cannello in bronzo […] le quali cadono in una vasca di marmo, ha per di sopra una cimasa in pietra cotta con adornamenti di marmo in uno dei quali v’è scolpita un’anima con due ale […] colle lettere G.Z.V”. In questo documento appare per la prima volta la denominazione “Galvanina”. Poi per molto tempo non si hanno notizie della fonte e del suo utilizzo, fino al 1916 quando la Soprintendenza ai Monumenti di Ravenna incluse la fontana cinquecentesca fra i monumenti da salvaguardare nell'Elenco dei Monumenti di Rimini. Ciò suscitò nuovo interesse per le acque che vennero analizzate e trovate utili per la salute. Nel 1920 fu costruito uno stabilimento per l’imbottigliamento, il primo dell’Emilia Romagna. Nel 1933 venne restaurata la fonte monumentale e aperta al pubblico la stazione idro-minerale che riscuoterà un discreto successo. Nel 1960, col costituirsi della Galvanina S.p.A. vi furono nuovi restauri, miglioramenti della captazione dell’acqua e la costruzione di nuovi edifici per le cure. Il vecchio impianto di imbottigliamento venne demolito e ne fu costruito uno più grande. Nell'edificio termale era anche ospitato un piccolo museo che raccoglieva reperti geologici e archeologici della zona. Vennero resi visitabili gli impianti di captazione, all'interno di gallerie e vani sotterranei, chiusi da vetrine di cristallo. Questa particolarità si deve all'inventiva del geologo Guglielmo Guidetti, che stese il progetto del complesso degli impianti e ne seguì anche la realizzazione. Poi le terme chiusero e nell'area del parco fu allestito quello che sarà per molti anni uno dei templi del divertimento riminese il “Bandiera Gialla”, con piste da ballo e bar. Il luogo si è trasformato nel tempo cambiando nome e funzioni, per ritornare poi allo storico "Bandiera Gialla". Attualmente l’acqua delle tre sorgenti Galvanina viene sfruttata solo per l’imbottigliamento e come base per bibite e succhi; l’impianto è uno dei più importanti della regione, sia per la quantità che per la qualità della produzione. Il centro si trova in un parco di 2,4 ettari, situato su colline punteggiate di ville.
Notizie storiche, culturali e paesaggistiche del contesto:
Le fonti Galvanina si trovano sul colle di Covignano, a pochi chilometri da Rimini. In questa zona si sono trovati reperti archeologici, quali fondi di capanne e frammenti di vasellame, che testimoniano la presenza umana fin da tempi antichissimi. Nella zona si trovano anche le ampie grotte dette dei Romiti, che devono il loro nome al fatto che nelle vicinanze fu fondato, nel 1430, il convento dei Padri Romiti di S. Girolamo, oggi scomparso. Nelle caverne si sono trovati resti che fanno pensare ad un sepolcreto preromano e romano. I dintorni sono ricchissimi di testimonianze storiche e culturali con i borghi collinari che furono dei Malatesta e dei Montefeltro, e anche con tracce di epoche assai più remote come i ritrovamenti villanoviani di Verrucchio, nel cui museo sono conservati. La vicina Rimini fu un importante centro in epoca romana grazie alla sua posizione strategica all'imbocco meridionale della pianura padana, sottolineata dall'intersecarsi delle vie consolari Flaminia ed Emilia. Nel periodo della signoria di Sigismondo Malatesta, nel XV secolo, ebbe uno dei momenti di maggior prestigio, divenendo uno dei centri culturali più animati della penisola. A partire dalla metà del XIX secolo, con le attività balneari, la città subì un repentino rinnovamento, che la porterà allo sviluppo e alla fama attuale di città consacrata alla villeggiatura e al divertimento. Ne’ le gravi distruzioni belliche, ne’ l’urbanizzazione moderna, sviluppatasi soprattutto lungo il mare, hanno intaccato eccessivamente la parte storica; Rimini conserva infatti notevoli manufatti di epoca romana quali il ponte di Tiberio, l’Arco di Augusto e l’anfiteatro romano, nonché testimonianze della presenza dei Malatesta, quale il Tempio Malatestiano, opera di Leon Battista Alberti.
caratteristiche delle acque:
bicarbonato-calcica-alcalina