
Ravenna
Fondazione: XX
Piangipane è una frazione del Comune di Ravenna. Lungo la via principale, che ne porta la medesima denominazione, si trova un edificio dalla struttura simile a molti altri d’uso civile, sulla cui facciata spicca un’elegante scritta delineata a tempera che ne esplicita la particolare funzione cui è destinato: Teatro Socjale, con la j lunga.
Le origini di questo teatro risalgono al 1909, quando i soci della locale Cooperativa Agricola Braccianti ne deliberarono l’edificazione e due anni dopo acquistarono all’uopo un terreno posto a fianco della locale sede del Partito Socialista “Carlo Liebknecht”.
L’avvento della prima guerra mondiale inevitabilmente pose un freno al progetto, totalmente fondato sul volontariato dei cooperanti e solo nel 1921 fu possibile inaugurare il teatro con un grande comizio. Le vicende di questo edificio sono strettamente correlate alla realtà sociale e politica che ha connotato un particolare periodo storico.
La concezione di questo spazio teatrale trae origine da un lato dall’idea collettivistica della produzione che, sviluppandosi ai primi del ‘900, ha dato origine alle cooperative; d’altro si relaziona con la ricerca di un miglioramento delle complessive condizioni di vita per le masse lavoratrici attraverso la realizzazione di luoghi ricreativi che ne consentissero al contempo un’adeguata elevazione culturale.
Nella veste attuale, grazie anche al recente restauro, il Teatro Socjale non manca di una certa eleganza retrò. Dal vestibolo si accede all’ampia platea a pianta rettangolare con un’unica balconata sorretta da sottili colonnine in ghisa. In origine il pavimento della platea era in terra battuta, privo di sedie e panche; alle sedute si provvedeva individualmente e a secondo delle necessità, solitamente portandole da casa. Il palcoscenico, di dimensioni adeguate, è tuttora dotato del graticcio ligneo originale. La sala presenta inoltre decorazioni parietali e a soffitto realizzate a tempera. Lungo le pareti si susseguono una serie di metope di gusto classicheggiante in cui si alternano raffigurazioni di musici a strumenti musicali e simboli teatrali, mentre i motivi decorativi del soffitto riprendono in alcuni riquadri elementi che citano liberamente il Mantegna della Camera degli sposi di Mantova. Non si conosce l’autore dei decori, tuttavia è plausibile ipotizzare sia stata opera di allievi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna (che all'epoca gestiva anche la locale scuola edile) sotto la guida di un docente. Ad un certo Montanari (in seguito emigrato in Argentina) sono invece attribuite alcune figure dipinte negli anni Quaranta sulla parete di fondo del palcoscenico. In origine l’arcoscenico era più piccolo dell’attuale e aveva decori ai lati, un covone di grano da una parte e dall’altra un cartiglio rotondo con la scritta “Pane e Lavoro”, ed erano questi i soli richiami alla Cooperativa che ha dato vita al teatro.
Il teatro è stato vivo e vitale per ottant’anni, in questo spazio si sono dati concerti, commedie, sono stati tenuti comizi, né sono mancati i grandi veglioni, in particolare a Carnevale e a Capodanno, poi dagli anni Trenta è iniziata anche l’attività cinematografica.
Anche il Teatro Socjale inevitabilmente ha risentito dei nuovi costumi introdotti dall’avvento della televisione e dalla diffusione dell’auto, che in quegli anni svuotarono cinema e teatri, tanto che alla metà degli anni Settanta apriva ormai saltuariamente per qualche veglione o eventi particolari. Successivamente, negli anni Ottanta, gli elevati oneri necessari per l’adeguamento e la messa a norma ne determinarono la chiusura (1985), tuttavia non furono restituite le licenze, rinnovate anno dopo anno. Questo fatto tornò utile qualche tempo quando un gruppo di amici, amanti del jazz, chiesero il locale in affitto per fare musica. Nacque così il Circolo Arci Teatro Socjale, che era privato e vi si accedeva con tessera, in cui il venerdì sera si faceva buona musica, jazz, blues in particolare. Dopo le prime positive esperienze con artisti locali sul palco del Teatro Socjale si sono via via dati appuntamento artisti affermati a livello nazionale e internazionale dando così vita ad una realtà veramente significativa. Non sono mancate inoltre alcune ben riuscite esperienze di spettacoli teatrali in collaborazione con “Ravenna Teatro” e, dal 1990, si è tenuta una rassegna cinematografica che ha portato alla visione del pubblico pellicole d’essai o comunque non transitate dalle sale cinematografiche ravennati o dei dintorni.
La formula che in questi anni è andata consolidandosi è quella di una programmazione di buon livello corroborata da un ottimo piatto di cappelletti servito nell’intervallo, secondo un’impostazione informale che trova la sua espressione nelle poltroncine e nei tavolini che arredano la platea.
Lo stesso “Ravenna Festival” ha apprezzato la versatilità di questo spazio portando sul palcoscenico del Teatro Socjale lo spettacolo Esportazione senza filtro, esibizioni musicali nell’ambito di Musica e cinema e proiezioni per la rassegna “Da Bollywood a Takshila”, mantenendo a tutt’oggi questa collaborazione.
Per vari anni il Teatro Socjale ha continuato ad essere gestito in forma di circolo e grazie all’esclusivo apporto del volontariato. Dalla ripresa dell’attività ha funzionato grazie ad una costante opera di manutenzione e nel 2004 è stato necessario procedere ad un corposo intervento di restauro conservativo e di complessiva messa a norma che ne garantisse l’agibilità pubblica. Il progetto di ristrutturazione ha inteso cogliere le molteplici esigenze di questo spazio, coniugandone l’originalità con la possibilità di renderlo fruibile ad un vasto pubblico. Il notevole impegno profuso sia da soggetti pubblici che privati ne ha reso possibile la restituzione così come era stato realizzato in origine, riportando alla luce le originali pitture murali della sala, perfettamente restaurate, a lungo celate da pannelli fonoassorbenti e alcuni tasselli dei decori del foyer.
Il 15 aprile 2007 il Teatro Socjale ha riaperto i battenti con un concerto degli Avion Travel, cui sono seguiti altri quattro eventi, tra il 20 aprile e il 3 maggio, che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di Ivano Marescotti, Giovanni Allevi, Lucia Lombardo e Sergio Cofferati.
Per poter cooperare alla realizzazione del restauro è stata fondata l’Associazione gli Amici del Teatro Socjale Onlus, un’altra Associazione, gli Amici dell’Ecomuseo del Socjale Onlus, è stata invece fondata con l’intento di supportare la nascita di un museo annesso allo stesso teatro, quest’ultimo in fase di progettazione.
Dopo la riapertura il Teatro Socjale ha confermato la sua versatilità, dimostrando di essere un fondamentale punto di riferimento sul territorio ravennate per quanto concerne gli spazi culturali e di spettacolo e continuando la collaborazione con importanti interlocutori che vi organizzano tali attività.
Infine una curiosità, la denominazione Socjale con la “j”, pare sia da attribuire al decoratore che realizzò il cartiglio dipinto sulla facciata del teatro, il quale diede la preferenza a questa lettera, rispetto alla “i” normale, trovandola nell’insieme più armoniosa e proporzionata all’intera scritta.
(Lidia Bortolotti)
Elementi caratterizzanti decorazioni pittoriche
Dati tecnici pianta rettangolare con balconata
Dati tecnici 220 posti
Dati tecnici 2004 – 2007