
Fondo: Fondo Storico ISART
albumina/ carta
XIX/ XX (1855 – 1920)
n. ISAB 0000148
Faccioli, Raffaele/Progetto di un edificio in Roma/progetti/Bologna
Positivo incollato su cartoncino spesso color avorio
La fotografia fa parte del Fondo Antico IsArt che comprende centinaia di positivi; gran parte dei positivi sono stati raccolti e inventariati nella biblioteca dell'Istituto Statale d'Arte di Bologna negli anni dal 1999 al 2014. In seguito all'unificazione dell’ex Istituto Statale d’Arte e dell’ex Liceo Artistico nell'attuale Liceo Artistico "Arcangeli" (isArt) e al trasferimento nel 2004 nella nuova sede di via Marchetti 22, la bibliotecaria prof.ssa Bergonzoni ha provveduto a inventariare anche i positivi acquisiti dal Fondo dell'ex Liceo Artistico. Le foto del Fondo Antico IsArt, positivi bn in parte assemblati (incollati a coppie o a tre o più esemplari su cartoncini con didascalia manoscritta), costituivano il materiale didattico utilizzato per le esercitazioni di disegno e ornato e per lo studio della storia dell'arte. Documentavano, inoltre, la produzione all’interno dell’Istituto Statale d’Arte di manufatti in gesso o in ferro battuto oppure le gite di studio di studenti e docenti, per esempio a Ferrara per vedere gli affreschi di Palazzo Schifanoia. Autore di gran parte delle fotografie è Pietro Poppi (e succ. Fotografia dell'Emilia) ma le foto che riproducono opere realizzate dagli studenti venivano scattate all'interno del Laboratorio Fotografico dell'Istituto Statale d'Arte. A partire dall’anno 2000 è stato avviato, in collaborazione con la SPSAD BO, un progetto di catalogazione e restauro di ca. 100 positivi. L'attività di catalogazione del corpus di positivi storici e dei beni culturali dell'IsArt è ripresa nel 2017 e prosegue tuttora.
Raffaele Faccioli (Bologna, 1836 – ivi, 1914), ingegnere e architetto, è una delle figure artistiche più eclettiche della propria città tra Otto e Novecento, con attitudini al restauro e alla progettazione architettonica ideale. Negli esordi è un promettente allievo dell'Accademia di Belle Arti, dove infatti si aggiudica diversi premi tra 1863 e 1866. Conseguita la laurea ha modo di lavorare a Roma nello studio dell’architetto Antonio Cipolla, quest’ultimo autore di alcuni edifici a Bologna. Per il cimitero cittadino, la Certosa, progetta la cappella della famiglia De Piccoli e il sepolcro Golinelli. Nel 1904 ottiene la nomina di Presidente dell'Accademia di Belle Arti locale. Insieme ad Alfonso Rubbiani, Faccioli può essere considerato uno dei fautori della “rinascita” medievale della città, anche a costo di sottoporla a radicali restauri, come nel caso della basilica di san Domenico e del complesso di Santo Stefano, eseguito, tra 1869 e 1870. Partecipa al concorso del 1882 per il monumento romano a Vittorio Emanuele II, poi rinominato Vittoriano. La soluzione presentata (vedi positivo con NCTN 378458) è, tra quelle dei bolognesi che hanno partecipato al concorso, sicuramente la più fantasiosa. A Raffaele Faccioli è legato lo sviluppo dell'insegnamento artistico e professionale di Bologna, fondatore della Scuola per le Arti Decorative, ne fu Capo di Istituto dal 1885 al 1907. Riposa nella tomba di famiglia collocata nel Chiostro di ingresso della Certosa di Bologna.