
n. PA1903 Album 14 – tav. 41r
Il disegno raffigura il grande piazzale antistante la chiesa di S. Francesco "Tutti gli elementi architettonici rappresentati sono più o meno quelli tuttora esistenti, l'unica variante è nella sistemazione del piazzale che, in origine libero e spoglio, fu poi a varie riprese trasformato in giardino pubblico con o senza cancellata di recinzione" (Golfieri 192, n. 17). Sulla destra della facciata è ben visibile la cappella della B.V. della Concezione con a fianco la facciata dell'oratorio quattrocentesco della Compagnia o Confraternita della S. Croce (Golfieri 1979, pp. 80-81)
L'Album 14 della Biblioteca Comunale di Faenza contiene 90 disegni raffiguranti Vedute della città di Faenza. I disegni, di formati e misure diverse, sono realizzati a matita, penna e inchiostro bruno e/o grigio con acquerellature a inchiostro bruno e/o grigio. Inoltre, 11 vedute, probabilmente, sono quelle preparatorie per le incisioni di Achille Calzi. Il soggetto delle vedute è indicato dalle didascalie, quasi sempre al verso. Si tratta di "una completa memoria della città di Faenza cui l'album è esclusivamente dedicato, a partire dai luoghi più famosi: la piazza, il teatro, le chiese e i conventi, i luoghi del centro storico, fino ai dintorni dai paesaggi ameni e suggestivi" (Vitali 2121, p. 11). Acquistato con il sostegno della Libera Università per Adulti di Faenza, il taccuino è stato attribuito a Romolo Liverani da Marcella Vitali, che lo ha pubblicato per intero (Romolo Liverani e Faenza un album inedito, 2021). Si tratta di un'opera della maturità stilistica di Romolo, di notevole qualità tecnica, di equilibrato taglio scenografico, ma soprattutto, come ha scritto Vitali, di una "memoria" straordinaria della città di Faenza nel XIX secolo, in tutti i suoi angoli più caratteristici e romantici. La cronologia del taccuino è stata fissata dalla studiosa per confronto stilistico al 1835 circa; l'analisi storica, inoltre, conferma un'esecuzione ante 1837, poichè nei disegni relativi alle Porte della città non è presente la venerata immagine della B.V. delle Grazie, apposta nel 1837-1838. Il taccuino è dedicato da Tancredi Liverani, figlio di Romolo, allo zio Antonio, in memoria del padre, e sottoscritto a Roma, nel 1874, dunque due anni dopo la morte del padre e ancora vivo lo zio. Non è stato chiarito come e quando il taccuino venne portato prima a Livorno e in seguito da Livorno alla Sicilia da Sara Corradino nel 1910. Qui restò per circa cento anni, fino alla sua vendita recente. Romolo Liverani, pittore, scenografo e decoratore era cresciuto nell'ambiente dei decoratori post-gianeschi, fra i quali il fratello maggiore Antonio, allievo di Pietro Piani. Ricevette i primi insegnamenti di prospettiva dall'architetto Pietro Tomba, perfezionandosi in seguito a Milano con Alessandro Sanquirico. Antonio e Romolo erano figli di Gaspare, macchinista e custode del teatro di Faenza e dunque crebbero a contatto con il particolare ambiente del teatro. Fondamentale fu il ruolo del fratello maggiore Antonio, la cui carriera di ornatista si era affermata nel corso degli anni '20. Già nel 1823 la preparazione del giovane Romolo doveva essere completa, perchè fu tra i partecipanti, con gli altri allievi di Tomba, al concorso faentino per la costruzione della prospettiva del Pubblico Passeggio. A diciotto anni, infatti, Romolo era già attivo a Faenza con perfetta conoscenza della tecnica prospettica e scenografica e uno spiccato gusto romantico. Considerato uno dei principali scenografi italiani del XIX secolo, fu attivo, prima da solo e in seguito con il figlio Tancredi, a Faenza e nei teatri della Romagna (1825-1830), quindi nelle Marche, in Veneto e nei principali teatri d'opera in Italia. Oltre che scenografo, Romolo fu anche pittore di paesaggi e vedute, che inseriva nelle decorazioni murali, spesso insieme al fratello, o realizzava in piccole tempere su tela destinate ai privati, o ancora disegnava a penna e inchiostro con acquerelli seppia e grigio, con grande scioltezza, nei suoi numerosi e oggi famosi taccuini di disegni. L'importanza storico artistica di questi taccuini è stata ampiamente spiegata da Marcella Vitali. Si tratta infatti di documenti eccezionali, per bellezza, qualità e quantità, relativi al patrimonio monumentale e paesaggistico della città e del territorio di Faenza e della Romagna nella prima metà del XIX secolo, prima dei radicali cambiamenti architettonico-urbanistici e paesaggistici delle città romagnole
Bibliografia
Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani scenografo
Faenza
Fratelli Lega Editori
1990
pp. 33-50
Bibliografia
Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani e Faenza: un album inedito
Faenza
Tipografia Faentina Editrice
2021
pp. 141 p.
Bibliografia
Golfieri E.
Vedute di Faenza ottocentesca
Faenza
Monte di credito su pegno e C. di R.
1972
n. 17
Bibliografia
Golfieri E. (a cura di)
Guida della città di Faenza
Faenza
Comune di Faenza
1979
pp. 179 p.
pp. 80-81