
n. 219618 Album 12 – tav. 4
Il disegno raffigura una porta fortificata di città, con case affiancate. In primo piano a destra, una carrozza in movimento
L'Album 12 della Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza, acquistato per la Biblioteca il 16 dicembre 1985, è stato attribuito a Romolo Liverani da Marcella Vitali nel 1999 (La Biblioteca Comunale di Faenza 1999, pp. 162, 167). Come recita l'iscrizione nel risguardo di copertina, contiene 30 vedute di Ancona, Senigallia, Ravenna, Lugo e Brisighella. Smembrato in epoca recente, la biblioteca conserva copertina e retrocopertina.
I disegni, tracciati a matita, penna e inchiostro bruno e acquerello bruno, sono di misure diverse, e vennero realizzati probabilmente in epoca giovanile, tra il 1824 e il 1825, come si apprende dalle iscrizioni sui fogli.
Romolo Liverani, pittore, scenografo e decoratore era cresciuto nell'ambiente dei decoratori post-gianeschi, fra i quali il fratello maggiore Antonio, allievo di Pietro Piani. Ricevette i primi insegnamenti di prospettiva dall'architetto Pietro Tomba, perfezionandosi in seguito a Milano con Alessandro Sanquirico. Antonio e Romolo erano figli di Gaspare, macchinista e custode del teatro di Faenza e dunque crebbero a contatto con il particolare ambiente del teatro. Fondamentale fu il ruolo del fratello maggiore Antonio, la cui carriera di ornatista si era affermata nel corso degli anni '20. Già nel 1823 la preparazione del giovane Romolo doveva essere completa, perchè fu tra i partecipanti, con gli altri allievi di Tomba, al concorso faentino per la costruzione della prospettiva del Pubblico Passeggio. A diciotto anni, infatti, Romolo era già attivo a Faenza con perfetta conoscenza della tecnica prospettica e scenografica e uno spiccato gusto romantico. Considerato uno dei principali scenografi italiani del XIX secolo, fu attivo, prima da solo e in seguito con il figlio Tancredi, a Faenza e nei teatri della Romagna (1825-1830), quindi nelle Marche, in Veneto e nei principali teatri d'opera in Italia. Oltre che scenografo, Romolo fu anche pittore di paesaggi e vedute, che inseriva nelle decorazioni murali, spesso insieme al fratello, o realizzava in piccole tempere su tela destinate ai privati, o ancora disegnava a penna e inchiostro con acquerelli seppia e grigio, con grande scioltezza, nei suoi numerosi e oggi famosi taccuini di disegni.
L'importanza storico artistica di questi taccuini è stata ampiamente spiegata da Marcella Vitali. Si tratta infatti di documenti eccezionali, per bellezza, qualità e quantità, relativi al patrimonio monumentale e paesaggistico della città e del territorio di Faenza, ma anche della Romagna, nella prima metà del XIX secolo, come attesta anche il presente taccuino.
Bibliografia
Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani scenografo
Faenza
Fratelli Lega Editori
1990
pp. 33-50
Bibliografia
Gentilini Anna Rosa (a cura di)
La Biblioteca Comunale di Faenza : la fabbrica e i fondi
Faenza
Studio 88
1999
pp. 162, 167