
albero singolo
Famiglia: Pinaceae
Provvedimento di tutela
Albero monumentale d’Italia D.M. n. 5450 del 19-12-2017
D.P.G.R. 139/21
Per la mole, il portamento e la bellezza il cedro del Libano che si trova al centro del parco di
villa Paolucci Merlini, singolare esempio di architettura tardo barocca in Romagna, è la pianta più importante, tra tutte quelle, e sono numerose, di dimensioni veramente considerevoli presenti nel parco. Ma è anche un vero monumento della natura; con le sue dimensioni eccezionali, ben 8,3 metri di circonferenza, è il cedro del Libano più grosso dell’Emilia-Romagna; è uno dei cedri più imponenti d’Italia.
La conformazione del fusto e il portamento sono quelli tipici della specie: un fusto policormico
fin dal basso e una forma della chioma a candelabro. Viene stimata un’età dell’ordine dei 200-
250 anni; è probabilmente coetaneo alla villa.
Nell’Ottocento è stato colpito da un fulmine che ne ha spezzato la cima. Durante l’ultima guerra una grossa branca bassa, prossima al suolo, è stata tagliata per ottenerne legna da ardere. In occasione di una grande nevicata nel 2012 si è stroncato tutto il lato sud della pianta, portando un grave danno alla sua struttura e ridisegnandone in parte la forma. Continua in ogni modo a dominare il parco con la sua mole immensa.
Si racconta che il marchese Paolucci avesse costruito sul cedro un palchetto dal quale scrutava il paesaggio. Nel parco tra le tante altre alberature interessanti è presente anche un esemplare di Ginkgo biloba anch’esso riconosciuto monumentale di interesse nazionale.
Il cedro del Libano è l’albero più citato nella Bibbia, insieme all’incenso. Simbolo di immortalità e di eternità, viene menzionato circa settanta volte.
Il cedro è il legno che il re Davide utilizzò per la costruzione del suo palazzo: “Chiram, re di Tiro, inviò i messaggeri a Davide con legno di cedro, carpentieri e muratori, i quali costruirono una casa a Davide” (2Sam 5,11).
Salomone, figlio di Davide, chiese legno di cedro per costruire il Tempio di Gerusalemme: “Ordina dunque che si taglino per me i cedri del libano” (1Re 5,20); il legno di cedro, aromatico e incorruttibile, fu utilizzato per rivestire l’interno del Tempio: “Il cedro all’interno del tempio era scolpito a rosoni e a boccioli di fiori; tutto era di cedro e non si vedeva una pietra” (1Re 6, 18).
Villa Paolucci – Località Selbagnone – Via Meldola, 1930
Forlimpopoli (FC)