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Morus alba L.

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Ponte D'Enza – Via Emilia, 29 (Antica Corte Ortalli)
Gattatico (RE)

filare

Famiglia: Moraceae

Provvedimento di tutela
Albero monumentale d’Italia D.M. n. 5450 del 19-12-2017
D.P.G.R. 601/88

n. 02/D934/RE/08
n. RED934F028712
n. 28-17

Oggi non è frequente incontrare un viale monospecifico di gelso bianco. Questo viale rappresenta una delle poche testimonianze rimaste delle tante alberature di gelso che anticamente
disegnavano le campagne della pianura emiliana, quando ancora era molto diffusa la loro coltivazione per ottenerne l’alimento per i bachi da seta.
Il declino dell’industria della seta si è portata dietro, come in un domino, la scomparsa dei gelsi
dalle campagne e il loro influsso paesaggistico, con la tipica forma a capitozzo, praticata abitualmente per stimolare l’abbondante produzione di frasche, cibo per i bachi.
Il viale è a doppia fila e accompagna una strada privata che parte perpendicolarmente dalla via
Emilia, all’altezza del civico 29, accedendo ad una proprietà privata. È lungo circa 150 metri e si
compone di 23 piante a chioma di forma tondeggiante tipica della storica gestione. Attorno, su
ogni lato, si estende la piatta campagna emiliana coltivata a seminativo.
Sono due le specie di gelso presenti nel nostro territorio: il gelso bianco e il gelso nero.
Il primo è decisamente più frequente, anche perché
tra i due era il più adatto per l’allevamento dei bachi
da seta.
Il gelso bianco è originario della Cina ed è stato ampiamente coltivato nell’Europa Centro-meridionale.
Il gelso nero o “moro” è invece originario dell’Asia
minore, rispetto a quello bianco ha un prevalente
interesse ornamentale.
I gelsi sono abbastanza resistenti all’inquinamento
atmosferico, anche nelle città.
Per gli antichi Greci il gelso era consacrato al dio
Pan, divinità dall’aspetto di un satiro e legato alle
selve e alla natura.
In araldica il gelso è simbolo di prudenza. Secondo Marc’Antonio Ginanni, autore dell’Arte del blasone dichiarata per alfabeto (1756), considerato
il miglior trattato italiano di araldica anteriore al
XIX secolo, il gelso verde in campo d’argento rappresenta “pensieri prudenti e virtuosi nella ricerca
della felicità”.

Bibliografia Tosetti T./ Tivoli C. (a cura di)
Giganti protetti : gli alberi monumentali in Emilia-Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2002

Bibliografia Tosetti T. (a cura di)
Giganti da proteggere : conservazione e gestione degli alberi monumentali
Bologna
CLUEB – Istituto beni culturali
2008

Dove si trova

Ponte D'Enza – Via Emilia, 29 (Antica Corte Ortalli)

Gattatico (RE)

PatER