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lampada ad acetilene

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Via Montecchio, 20 (c/o cantiere Certino) – Novafeltria (RN)

lampada ad acetilene

[lòma/lumma]

strumenti e accessori

F. Hermann Hesse K.G. Nurberg

legno taglio/ tornitura/ levigatura/ foratura

ferro forgiatura/ laminatura/ piegatura/ foratura/ rivettatura

ottone fusione

29,5 (a) 12 (d)
1938

n. 00000056

Lampada ad acetilene, a fuoco nudo per ambienti non grisotuosi, costruita in ferro, chiusura a ponte con vite di serraggio e maniglia in legno. E' costituita da due cilindri metallici che fungono da serbatoi per il carburo di calcio (inferiore) e per l'acqua (superiore). L'erogazione dell'acetilene avviene tramite un beccuccio. In origine la lampada era equipaggiata con un fanale posto dietro il beccuccio. Sul fondo si riconosce il marchio di produzione e lo stemma della Germania nazista.

Funzione: usato per illuminare

Le lampade ad acetilene funzionano grazie alla reazione che produce gas acetilene quando il carburo di calcio entra in contatto con l'acqua. La lampada è quindi composta da un serbatoio contenente sassi di carburo, in cui precipita acqua dal serbatoio superiore. Il gas che si sviluppa arriva ad un ugello in ceramica dove si produce la fiamma illuminante.

La lampada ad acetilene è un dispositivo illuminante portabile a fiamma libera, utilizzato pertanto nelle miniere prive di grisou. Il potere illuminante della lampada dipende dal foro del beccuccio, da cui dipende quindi anche il consumo orario in litri di gas, e la conseguente autonomia. Un beccuccio medio permette otto ore d'autonomia con circa 300 grammi di carburo.

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