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lampada ad acetilene

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Via Montecchio, 20 (c/o cantiere Certino) – Novafeltria (RN)

lampada ad acetilene

[lòma/lumma]

strumenti e accessori

Fabrique Ligeoise del Lampes de Sùretè Hubert Joris

ferro battitura/ sagomatura/ saldatura/ rivettatura

ceramica stampaggio

21 (a) 9,8 (d)
altezza complessiva con il gancio 33 cm
1920 circa

n. 00000051

La lampada è costituita da due cilindri metallici che fungono da serbatoi per il carburo di calcio (inferiore) e per l'acqua (superiore). L'erogazione dell'acetilene avviene tramite un beccuccio. Dietro il beccuccio è applicata una parabola riflettente che permette di dare una direzionalità e concentrare il cono di luce. L'apertura dei serbatoi è a ponte con sicura a vite. Sulla sommità della lampada è presente un gancio per il trasporto e per appenderla. Sul retro della bombola si trova una piccola targhetta in rame che reca inciso "sig. Direttore".

Funzione: usato per illuminare

Le lampade ad acetilene funzionano grazie alla reazione che produce gas acetilene quando il carburo di calcio entra in contatto con l'acqua. La lampada è quindi composta da un serbatoio contenente sassi di carburo, in cui precipita acqua dal serbatoio superiore. Il gas che si sviluppa arriva ad un ugello in ceramica dove si produce la fiamma illuminante.

La lampada ad acetilene è un dispositivo illuminante portabile a fiamma libera, utilizzato pertanto nelle miniere prive di grisou. Il potere illuminante della lampada dipende dal foro del beccuccio, da cui dipende quindi anche il consumo orario in litri di gas, e la conseguente autonomia. Un beccuccio medio permette otto ore d'autonomia con circa 300 grammi di carburo.

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