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Wildt Adolfo

Milano (MI), 1868 – Milano (MI), 1931

scultore/ incisore

Note biografiche
Nato a Milano nel 1868 da una famiglia povera, Wildt, undicenne, entra come apprendista nella bottega dello scultore Giuseppe Grandi; dopodiché affronta una lunga esperienza artigianale come lavoratore del marmo negli studi dei più noti scultori milanesi. Il primo premio all'esposizione di Monaco (1896) e il mecenatismo del tedesco Franz Rose, gli consentono di dedicarsi totalmente alla scultura. Nel 1912 vince il I° Premio alla Biennale di Brera e nel '22 alla Biennale di Venezia. Dal 1923 ha la cattedra di scultura all'Accademia di Brera e nel '29 entra all'Accademia d'Italia, appena inaugurata. Scrive un importante saggio "L'arte del marmo" che costituisce un testamento morale sul mestiere della scultura. Aderisce al gruppo del "Novecento", pur restando assolutamente indipendente. Partecipa a tutte le più importanti esposizioni nazionali. Realizza il ritratto di Mussolini col capo circondato dalla fibula, e lo straordinario ritratto di Toscanini. Nel 1931 è invitato all I° Quadriennale romana dove presenta quella che sarà la sua ultima opera, prima della prematura scomparsa per un attacco di febbre spagnola, è "Il puro folle" o "Parsifal" realizzato su commissione di un noto banchiere. Muore a Milano nel 1931.

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