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Cambellotti Duilio

Roma (RM), 1876/05/14 – Roma (RM), 1960/01/30

pittore/ scultore/ ceramista

Note biografiche
Diplomatosi in ragioneria, dal 1893 al 1895 frequentò il liceo artistico industriale, sotto la guida di Alessandro Morani e di Raffaello Ojetti, specializzandosi in cesellatura in metallo. Si inserì presto nell'ambiente artistico romano di più aperta avanguardia e più profondamente impegnato nelle problematiche estetico-sociali. In armonia con tali interessi, pur amando sempre considerarsi scultore, si dedicò alle arti applicate, subito qualificandosi come cartellonista pubblicitario, illustratore di libri, giornali e riviste (nel 1900 collaborava al periodico Italia ride, dal 1902 al Fantasio e quindi a Novissima, nel 1904 al Divenire sociale e all'Avanti della domenica) e come esecutore di piccoli bronzi (il noto Gorgo del 1900), targhette, gioielli, vasi, lampadari in materiali diversi, presentati in parte alla Mostra amatori e cultori del 1905. Nel 1901 fu tra i vincitori del concorso Alinari per illustrazioni della Divina Commedia, pubblicate nella edizione del 1902-03. Nel 1904 entrò a far parte del gruppo "i XXV della Campagna romana", fondato da P. Ferretti, producendo una serie di paesaggi (alcuni nella Galleria naz. d'arte moderna di Roma).
Nel 1905 fece le prime scenografie per la Stabile romana, preparando tra l'altro quelle per la prima della Nave di D'Annunzio, di cui illustrò anche il volume pubbl. a Milano da Treves nello stesso anno. Dal 1913 divenne il principale scenografo degli spettacoli nel teatro greco di Siracusa, ideando fino al 1939 (con una ripresa nel 1947) tutte le scene e i costumi, e molti manifesti, per le rappresentazioni classiche del Comitato (poi Istituto) del dramma antico. Nel 1928 aveva partecipato alla Biennale di Venezia, curando l'allestimento del palcoscenico per il teatro dell'Opera di Roma (il Nerone di Boito, con sue scenografie, inaugurava appunto, nel 1929, il teatro rinnovato. Nel 1908 aveva ottenuto all'Accademia di Belle Arti di Roma la cattedra di ornato modellato che conservò per ventidue anni, e dal 1912 al '14 aveva insegnato anche nelle scuole professionali femminili; continuando nel contempo una fitta attività di illustratore, che raggiungeva le punte più alte con i disegni per le Mille e una notte eseguiti tra il 1912 e il '14 per le edizioni dell'Istituto editoriale italiano.
Nel 1912, con Bottazzi e Vittorio Grassi, organizzò la prima mostra della vetrata (il mezzo espressivo che gli sarebbe divenuto sempre più consueto); come disegnatore di vetri (che di solito realizzava per lui Cesare Picchiarini), oltre che di mobili e arredi, e come ideatore di vasi in terracotta e biccheri, partecipò alle mostre internazionali di arte decorativa a Monza, presentando per lo più opere del decennio precedente; nel '23 espose anche giocattoli e nel '27 tappeti realizzati da Brunilde Sapori.
Presidente dell'Associazione artistica internazionale nel secondo dopoguerra, morì a Roma il 31 genn. 1960.

Bibliografia Artisti e Fornaci. La felice stagione della ceramica a Roma e nel Lazio (1880-1930), a cura di DE GUTTRY I. – MAINO M.P., catalogo della mostra Roma 2003, Roma ed. De Luca, 2003, pp.139-143.

Invenzione di una prefettura: le tempere di Duilio Cambellotti nel Palazzo del Governo di Ragusa, (a cura di) Leonardo Sciascia, Milano, Bompiani, 2009.

Duilio Cambellotti ceramista, Torino, Terre d'arte, 2008.

Duilio Cambellotti, xilografo e illustratore: dalle Leggende romane a La conquista della terra, (a cura di) Francesco Parisi e Massimiliano Vittori, Latina, Novecento, 2007.

Il Museo Duilio Cambellotti a Latina: opere scelte dalla collezione, (a cura di) Francesco Tetro, Roma, Palombi, 2002.

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