
architetto/ accademico /designer
Note biografiche
Michele De Lucchi è un designer, architetto e accademico italiano. È fra i principali innovatori di quel disegno industriale radicale degli anni ’70-‘80 fortemente connotato in senso metaforico e legato al rapporto fra l'uomo e la tecnologia.
Si laurea in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1975, con relatore il Prof. Adolfo Natalini ma è attivo nell’ambito dell’”Architettura e Design Radicale” già durante gli anni universitari, fondando a Padova il gruppo Cavart (1973-76).
Intraprende l’attività professionale a partire dal 1977, anno del suo trasferimento a Milano.
Nel 1978 entra a far parte del gruppo Alchymia (1978-92), con il quale avvia un’intensa attività di sperimentazione sul tema dell’artigianato in chiave innovativa ma anche inusuale e provocatoria; da qui il nome stesso del gruppo.
Nel 1979 intraprende l'attività di consulenza per il design della Olivetti Synthesis di Massa-Carrara e nel 1984 della Olivetti di Ivrea, firmando anche con Ettore Sottsass jr. numerosi prodotti.
Nel 1980 fonda il collettivo italiano di design e architettura Memphis, attivo fino al 1987 e, a partire dallo stesso anno, con l’apertura del suo primo studio privato a Milano, avvia numerose collaborazioni con personaggi noti nel campo del design e dell’architettura.
Nel 1990 ha fondato un'azienda di autoproduzione, denominata Produzione Privata, per realizzare oggetti con tecniche artigianali, riutilizzando anche parti di prodotti di massa (bottiglie, forchette, ecc.).
È stato docente di Disegno Industriale presso l'Università Internazionale dell'arte di Firenze (1976-77), ha svolto anche attività didattica presso la Domus Academy a Milano, la facoltà di Architettura di Palermo, la Cranbrook Academy of Art a Bloomfield Hills (Michigan), dal 2001 è professore ordinario alla facoltà di Design e Arti dell'università IUAV di Venezia e dal 2008 di Disegno Industriale al Politecnico di Milano.
Riceve il Compasso d'oro nel 1989, 1991 e 1994, oltre a numerosi premi e riconoscimenti tra i quali si ricordano lo SMAU Industrial Design Award (1990, 1995 e 1996), l'Office Design EMU (1991), il Design plus (1995) e il Design team of the year (1997). Nel 2000 è stato nominato Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel 2006 ha ricevuto l'Honorary Doctorate dalla Kingston University (UK) e dal 2007 è membro dell'Accademia Nazionale di San Luca.
Come designer ha firmato prodotti per prestigiose aziende italiane e internazionali, quali Memphis (sedia First, 1983), Artemide (lampada Tolomeo, 1987, lampioni Milestone e Palme, 2000), Dada (cucina Materic, 1999), Kartell (accessori da scrivania, 1988), Mandarina Duck, Molteni & C. (mensola in vetro Leger, 2000). Numerose sue opere sono esposte nei più importanti musei di design europei, statunitensi e giapponesi.
Come architetto vince i concorsi per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie tedesche e per la ridefinizione degli uffici bancari Deutsche Bank ed è notevole anche il suo contributo in allestimenti internazionali, mostre d'arte e musei come la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino. Tra le sue opere, si ricordano il Telecom future centre a Venezia (2002), lo stand Mondadori per la Fiera del libro di Francoforte (2004), l’allestimento per la mostra Dürer e l’Italia alle Scuderie del Quirinale a Roma (2006-07).
In Emilia-Romagna, lavora alla realizzazione della Stazione Elettrica Enel Terna a Carpi (MO) (2002-06), alla ristrutturazione della Centrale termoelettrica SADE a Ravenna, progettata dall’architetto-ingegnere Ignazio Gardella e oggi chiamata Centrale Enel Teodora (2000-05), e al restauro della ex Chiesa di S. Giorgio in Poggiale a Bologna (2009).
Nel 2018 dirige la rivista Domus per 10 numeri.
Bibliografia
-S. Kicherer, “Raccolta completa di Produzione Privata”, Produzione Privata, Milano 1999
-H. Hoeger, “Michele De Lucchi, Architektur, Innenarchitechtur, Design”, Deutsche Verlags Anstalt, Munich 2001
-S. Suardi, “Michele De Lucchi. Dopotolomeo”, Milano, Skir
-F. Bulegato, S. Polano, Michele De Lucchi: comincia qui e finisce là, Electa, Milano 2004, pp.308-324
-L. Sacchi, De Lucchi Michele, voce in Enciclopedia Italiana, Treccani, VI Appendice 2000
-M. De Lucchi, P. Bulletti (a cura di), Progetti di abitazioni verticali, Il candelaio edizioni, Firenze 1978, pp.7-11
-Accademia Nazionale di San Luca, Accademici, consultato il 04/03/2020: https://www.accademiasanluca.eu/it/accademici/id/456/michele-de-lucchi