Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

Venosta Carla

Monza (MB),

designer

Note biografiche
Designer, terminati gli studi classici, si iscrive alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Nel
1971 inizia a operare nei campi del product design, allestimenti, artigianato, architettura, mostre ("Design &
Design", Milano 1979; "Moi et chez moi", Parigi 1990 e "Going Home", Londra 1991) e arredo urbano,
come l’area al Portello Sud Fiera di Milano, 1989. Ormai completamente legata alla cultura del progetto, si
impegna anche in ambito associativo partecipando al direttivo Adi 1991-92 e ai consigli di amministrazione
della XVII (1983) e XVIII (1992) edizione della Triennale di Milano. Tra le sue esperienze, è sicuramente
quella inglese – l’eredità concettuale della protagonista del movimento laburista Beatrice Webb e quella di
William Morris, l'iniziatore del rapporto tra il sociale, l'arte e la produzione industriale – a segnare il suo
percorso formativo, riconoscibile per le geniali soluzioni dei problemi progettuali nei diversi campi
d’intervento. E’ così che realizza oggetti che tendono a ridurre gli spazi interni della casa, dimensionandoli
con elementi divisori, funzionali e unificati. Due volte insignita dal Compasso d’Oro – nel 1979 per la
macchina elettromedicale computerizzata Mark 5 (Amplaid) e nel 1981 per il controsoffitto integrato per
spazi industriali Teknico (Tremisol) – riceve il primo premio del Concorso Nazionale di Artigianato
Religioso del Santuario di Pompei con un crocefisso da tavolo. Dal suo studio milanese -ormai considerato
uno dei luoghi essenziali dell’Italian Design – escono lavori come il sistema per ufficio Variabile (Arflex,
1975) e quelli direzionali Koré e Portello (Gruppo Industriale Busnelli, rispettivamente 1985 e 1989); le
librerie Antologia Due (Tosimobili, 1981) e Telemaco (Alinovi, 1993); il servizio da tè e caffè Red House
(Lapini, 1986) e quello da scrivania Exalibur (Atelier De Vecchi, 1989); la struttura in marmo e pietra serena
per interni ed esterni Panca (Ultima Edizione, 1989); la sedia con schienale in cristallo Le Violon (Gallotti &
Radice, 1992) e la poltroncina in midollino Alice (Vittorio Bonacina, 1996). Alla sua attività – che ha
sempre cercato di tradurre le nuove tecnologie nel sistema degli oggetti – viene riconosciuto il Premio
Minerva alla professione (Roma, 1984); la Medaglia d’Oro alla Carriera per la Provincia di Milano (1985) e
l’investitura di Commendatore della Repubblica Italiana (1988). Dal decennio Novanta si occupa
principalmente della Fondazione Guido Venosta da lei voluta: un vero omaggio all’attività del marito.

PatER