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Valentini Giovanni

Galatina (LE), 1939

designer/ artista

Note biografiche
Giovanni Valentini ha percorso i principali momenti dell’avanguardia internazionale dal 1958 ad oggi, primo artista ad aver usato il termine cyborg, coniato nei primi anni sessanta da due scienziati americani.
Compie i suoi studi giovanili tra le città di Lecce, Napoli, Roma e Milano. Nel 1959 stringe amicizia con Lucio Fontana e frequenta il suo studio; sempre nel 1959 conosce l’amico Gianni Colombo. Intorno agli anni sessanta stringe amicizia con Silvio Ceccato e conosce Roberto Sanesi e Bruno Munari, i quali sono colpiti dalla precocità del suo pensiero e lo convincono a stabilirsi a Milano. Sempre negli stessi anni inizia ottimi rapporti con Pedro Fiori e Domenico Cara.
Negli anni successivi conosce Giulio Carlo Argan, Carmelo Strano, Luciano Inga Pin e Pierre Restany, con il quale mantiene buoni rapporti di stima e dal quale viene invitato nel 1970 a partecipare al decimo anniversario del Nuoveau Réalisme, tenuto nella città di Milano, dove realizza un'opera in onore di Yves Klein.
Segue studi a carattere scientifico multi disciplinare, conoscendo molti scienziati, tra cui l’astrofisico Cesare Guaita e Silvio Ceccato, collabora con istituti di ricerca e università, tra cui anche l’Università di Pavia. Alla biologia e agli studi sulla materia organica, associa l’interesse per la telematica, l’informatica, la cibernetica e l’astronomia. Introduce in anni insospettabili pratiche che oggi andrebbero sotto il nome di nano arte, come ad esempio nell'opera Cristalli, stomi e cellule epidermali di stilo (1978), o in altri lavori con colture di cellule in vitro o esperimenti che impongono riflessioni sulle frontiere della scienza. Nelle sue numerose esposizioni in Italia e all’estero Giovanni Valentini intraprende un percorso in cui l’arte si avvale di microscopio e telescopio per svelare le sfaccettature della materia, della complessità della vita e delle sue forme.
Valentini utilizza anche il linguaggio informatico per la realizzazione di immagini che evocano lo scenario delle stelle, dei pianeti e dei fenomeni astronomici. Nel 1964 e nel 1966 tiene personali alla galleria Montenapoleone di Milano, poi nel 1967 alla galleria Rizzato-Whitwort-Diagramma di Luciano Inga Pin, per poi passare alla galleria de Il Giorno.
Giovanni Valentini vince il premio san Fedele nel 1971 ed in seguito allestisce una mostra sull’ibernazione, con animali ibernati in congelatori speciali ad azoto liquido, ci sono inoltre radar che registrano il movimento dei visitatori. Sempre nel 1971 tiene una personale nella galleria Apollinaire di Guido Le Noci a Milano e l’Obelisco a Roma.
Nel 1972 vince insieme a Luigi Massoni la Medaglia d'oro del Concorso internazionale della Ceramica di Faenza al 30° Concorso Internazionale della Ceramica di Faenza.

Bibliografia 30° Concorso internazionale della ceramica d'arte contemporanea, Faenza, 23 luglio-8 ottobre 1972, Faenza, F.lli Lega, 1972, p. 91.

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