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Mulino di Sedrio

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Vezzano sul Crostolo (RE)

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XIX

contesto naturale: pianura

stato del bene: in disuso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico

L'edificio che ospitava il mulino, interamente realizzato in pietra locale con inserti in laterizio, risulta abbandonato dopo la sua trasformazione in abitato rurale. Presenta un avanzato stato di degrado che interessa sia le parti decorative che quelle strutturali. Nel primo caso si osserva il distacco di gran parte dell'intonacatura esterna; nel secondo un iniziale cedimento delle coperture. Alcune delle poche finestre che decorano le facciate esterne della struttura sono prive di vetri e di scuri favorendo così il processo di degrado dell'edificio.

Evidenze rimaste Non sono stati osservate parti attribuibili all'impianto idraulico o molitorio.

Insediamento e paesaggio Da informazioni desunte da bibliografia, il mulino venne trasformato in abitazione rurale già prima del censimento del 1988. Oggi la struttura conserva la sua morfologia originaria, in un piccolo complesso rurale con varie integrazioni moderne, e adiacente a altri aggregati simili. L'area è prativa, e con alberatura sparsa. Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Alta Pianura e Collina reggiana, 1988, p. 382.

Insediamento e paesaggio Il mulino si trova a pochi metri di distanza dal torrente Campola, dal quale prelevava le acque utili al suo funzionamento. L'area a vocazione agricola entro cui sorge la struttura è caratterizzata da campi messi a coltivazione e da distese prative. Tutt'intorno sorgono, distribuiti regolarmente lungo gli assi viari, altri caseggiati.

Notizie storiche Il mulino viene censito nella Carta Idrografica d'Italia del 1888. Verosimilmente a metà del XX sec. la struttura viene trasformata in fabbricato rurale

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Alta Pianura e Collina reggiana, 1988, p. 382.
Notizie storiche Probabilmente dalla metà del XX secolo il mulino viene trasformato in fabbricato rurale.

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Alta Pianura e Collina reggiana, 1988, p. 382.
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