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Mulino Ca' Guglielmo di Sopra

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Monghidoro (BO)

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XIX

contesto naturale: collina

stato del bene: in disuso
proprietà privata
accesso: apertura occasionale

Il mulino in questione è a due salti. Il primo, in pietra, conduceva le acque verso l'edificio di maggiori proporzioni posto a monte del secondo. Questa prima struttura risulta incassata all'interno di edifici posti ai suoi lati che ne hanno aumentato la volumetria. L'accesso originario alla struttura avveniva sul lato NO, dove un ingresso era anticipato da un portico sopraelevato rispetto al piano di calpestio esterno. Tale portico risulta oggi oggetto di rifacimento con, al di sotto, la porta con architrave con al di sopra incisa la data di costruzione: 1774. Tale informazione è desumibile da bibliografia, non rilevabile in loco per l'impossibilità ad accedere alla proprietà.
A questa facciata è stato successivamente addossato un avancorpo di forma rettangolare con facciata rivolta verso SO e oggetto di superfetazioni moderne che contribuiscono alla sua forma irregolare. La facciata opposta dell'edificio che ospitava il mulino (SE) risulta quasi del tutto cieca. Il lato SO, altrettanto cieco, è quello al quale era addossata la botte. Sia al lato SE che alla botte venne addossato un secondo avancorpo, che protuse lo spazio del mulino originario verso questa direzione. La facciata opposta alla botte (NE) è quella che possiede le maggiori luci, nonostante la loro esiguità. Queste sono disposte in modo irregolare, rivelando probabilmente la presenza di una scala nel lato destro, il sinistro ha invece una composizione delle aperture a triangolo con una finestra inferiore più ampia delle due superiori. Davanti a questa facciata correva il canale utilizzato per condurre l'acqua verso il primo salto così da raggiungere l'edificio posto immediatamente innanzi dove si trovava un secondo impianto molitorio.
Il secondo impianto molitorio è di dimensioni molto minori, ed è stato evidentemente costruito con lo scopo di aggiungere un impianto molitorio a quello già esistente sfruttandone l'impianto idraulico.
La forma è quadrata e la costruzione è avvenuta utilizzando la pietra locale per realizzare delle pareti a ricorsi più o meno regolari ammorsate all'interno di angolature realizzate in blocchi. L'ingresso è situato sulla facciata di NO, mentre il lato opposto è stato costruito contro terra.

Evidenze rimaste Stando alle testimonianze orali recuperate in loco, entrambi gli impianti molitori sono conservati. Tuttavia, a causa dell'impossibilità di accedere alla proprietà, non ne è stata direttamente rilevata la presenza.
Dell'impianto idraulico resta la botte le cui mura di limite sono larghe oltre 3,5 m.
La sua descrizione è stata possibile grazie all'impiego del drone che ha restituito, nonostante la presenza di vegetazione che ha invaso il suo spazio interno, la visione delle due bocche di carico per l'acqua destinata alle docce che muovevano i due alberi collegati alle altrettante macine note da bibliografia e che probabilmente, stando alle notizie recuperate sul luogo, ancora presenti, ma non visionabili data l'assenza dei proprietari.
Un sistema di scale poste a sinistra della botte consentiva di giungere al colmo di quest'ultima così da controllarne il flusso. Era presente un sistema di scarico dotato di paratie e posto nel tratto E delle murature: grazie a questo era possibile procedere allo svuotamento riversando poi le acque direttamente nel vicino rio del Piattello. Non è invece stato possibile rintracciare il percorso dei tre canali di adduzione noti da bibliografia e che dovevano quindi essere posti nell'area oggi occupata da vegetazione ad alto fusto. Quest'ultima si è quindi probabilmente innestata al di sopra del terreno che ne ha riempito i limiti.
Resta invece visibile il canale di carico che collegava il primo impianto molitorio al secondo. Questo risulta oggi in parte tombato e in parte coperto con dei pallet di legno. Conduceva le acque alla sala di ritrecine del secondo mulino che conserva ancora l'usciva del canale di scarico, che non è oggi più tracciabile.

Insediamento e paesaggio Il mulino a due salti, che consta di due strutture, risulta essere inserito entro un complesso rurale formato da ulteriori tre edifici della medesima tipologia: Mulino di Ca' di Guglielmo di sotto I, Mulino di Ca' di Guglielmo di sotto II, Mulino di Ca' di Guglielmo di sotto III (vedi schede specifiche). Tutte queste strutture, dalla documentazione acquisita, risultavano di proprietà della medesima famiglia (Tedeschi) e sfruttavano, per l'adduzione delle acque, tre canali connessi al limitrofo rio del Piattello.

Fonte: D. Benni, G. Vianello, Il Torrente Savena la sua valle e i suoi mulini, Gruppo Di Studi Savena Setta Sambro, 2001, p. 180.

Insediamento e paesaggio Il mulino a due salti risulta inserito entro un paesaggio caratterizzato dalla presenza di alture marcate da vegetazione di tipo boschivo che si concentra tutt'attorno alle due strutture, maggiormente a occidente e meridione. A oriente la vegetazione boschiva risulta progressivamente diradarsi, concedendo spazio a campi messi a coltivazione alternati a piccoli insediamenti abitativi che costeggiano gli assi viari principali.

Impianto molitorio conservato macina di sopra
Impianto molitorio conservato macina di sotto
Sistema idraulico conservato canale di carico
Sistema idraulico conservato botte
Sistema idraulico conservato vano ritrecine
Sistema idraulico conservato canale di scarico
Sistema idraulico conservato sfioratore troppo pieno
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