
loc. Minello
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: non determinabile
contesto naturale: collina
La morfologia originaria del mulino è osservabile in una fotografia conservata dall'attuale proprietario, bisnipote del primo mugnaio. La sua abitazione era quella ancora oggi impiegata con la medesima funzione, di forma quadrata. Presenta una facciata con aperture simmetriche disposte intorno all'ingresso principale raggiunto da una scala a due rampe speculari. Dalle informazione acquisitein loco, si apprende che la struttura oggi visibile apparteneva a un'unica famiglia.
L'edificio posto sulla sinistra dell'abitazione è stato ceduto a una persona non appartenente alla famiglia discendente del primo mugnaio. Ha subito alcune modifiche che ne hanno variato la morfologia originaria. Nello specifico, è stato aggiunto il terzo piano, intervento che ha comportato la distruzione del precedente tetto.
In questo edificio è ancora ospitato, al piano terreno, l'impianto molitorio non segnalato nella bibliografia risalente al 1998. La sua presenza è tuttavia testimoniata dalle notizie recuperate in loco, nonchè dalla possibilità di visionarne una parte attraverso una piccola finestrella. Non è stato possibile accedere alla struttura e quindi farne una completa lettura. Alcune foto conservate dal vecchio proprietario hanno però consentito di constatare la presenza di alcune parti dell'impianto idraulico.
Il permesso di visionare la cantina dell'abitazione ha invece consentito di osservare numerosi strumenti utilizzati, sia nelle attività agricole che durante la molitura. Tra quest'ultimi vi sono i setacci e le palette per il ripasso del macinato e un'intelaiatura lignea che conteneva una delle macine.
Nel cortile, di fianco al cancello d'ingresso, si trova un pilastro costruito dal bisnonno dell'attuale proprietario al fine di assolvere a un voto espresso dal padre, il quale chiese la grazia di guarire dal colera, contratto durante la grande epidemia che colpì la zona nel 1855. Al di sopra del pilastro si legge:
SOSEPH MAMMI CHOLERA
MORBO SERVATUS:1855
HOC MONUMENTUM DEI=
PARAE-VOVIT:
JNNOCENTIUS FILIUS PA=
TRIS VOTUM EXSOLVIT
1866
Giuseppe Mammi salvato dal morbo del colera nel 1855. Questo monumento ha votato alla Madonna nel 1866 suo figlio Innocenzo per solvere il voto.
Al di sopra dell'iscrizione sono presenti sui quattro lati le edicolette votive all'interno delle quali si trovano delle immagini della Vergine. L'attuale proprietario, che ha restaurato il monumento nel 2018, riporta la notizia che tali immagini sono recenti e sono state poste in sostituzione di quelle originali, rubate negli anni Novanta del XX sec. Il monumento votivo si conclude con un apice all'interno del quale è incassata una croce in metallo.
Evidenze rimaste
Dell'impianto idraulico si conserva il canale di carico, che è stato deviato quando il mulino è stato trasformato in abitazione. Non essendo stato possibile accedere al vano macine, non si può verificare il grado di conservazione delle strutture relative sia all'impianto idraulico, sia all'impianto molitorio. Alcune foto inviate dal proprietario e risalenti al 2019 permettono di constatare la presenza di una ritrecine con i relativi catini e di un albero orizzontale con il lubecchio e il rocchetto, da connettere evidentemente a una turbina.
Dell'impianto molitorio né è stata visionata soltanto una parte, grazie una piccola finestra. Non è tuttavia possibile descriverne con precisione gli elementi i quali sembrano però ancora in buono stato di conservazione. Dovrebbero essere presenti tre macine ancora ospitate nei loro telai lignei.
Insediamento e paesaggio Dalla documentazione storica, risulta che l’opificio originariamente era composto di due mulini, come spesso accade, denominati Mulino di Sopra e Mulino di Sotto, in relazione al rapporto topografico degli impianti. Oggi, sono presenti due corpi edifici distinti, articolati entrambi i più corpi giustapposti. Davanti al piccolo complesso, nelle adiacenze alla strada, è presente una piccola maestà a pilastro, in sasso, con nicchia scolpita. La nicchia è inquadrata da due cornici. La copertura è di forma piramidale che culmina con cippo con croce di ferro.
Insediamento e paesaggio Il complesso è circondato da alberi ad alto fusto che lo separa dai campi agricoli che si aprono intorno al mulino. L’area agricola si spinge a N fino alla riva del fiume, mentre gli altri lati sono limitati da fitta vegetazione ad alto fusto.