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Mulino di Regnano

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Viano (RE)

loc. Regnano

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XVIII

contesto naturale: pianura

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico

Il mulino è stato trasformato, dopo la cessazione delle attività molitorie, in una moderna abitazione che ha però mantenuto i caratteri originari della struttura. Si tratta di un edificio di forma di L sviluppato su due piani al quale sono stati nel tempo addossate superfetazioni che ne hanno modificato il lato posteriore. Una seconda struttura con funzione di stalla/fienile, anticipata da una grande tettoia, è stata inoltre accostata al lato destro. L'edificio di prima fase risulta costruito interamente in pietra locale visibile grazie alla caduta di parti dell'intonaco che ne decora le pareti esterne. La presenza di tale intonaco non consente una lettura più approfondita di eventuali interventi che hanno modificato la disposizione delle aperture oggi visibili.

Evidenze rimaste Sulla base di testimonianze dirette acquisite in loco, si rileva che sia gli impianti idraulici sia quelli molitori sono stati dismessi. Una macina di sopra è stata posta, a ricordo dell'antica funzione della struttura, all'angolo tra la strada asfaltata e la corte posta dinanzi alla facciata principale dell'edificio.

Insediamento e paesaggio Il mulino è stato trasformato in abitazione. Mantiene tuttavia le sue caratteristiche originarie. Si rileva inoltre la presenza di una struttura oggi adibita rimessa per le auto e deposito. Verosimilmente in origine si trattava di una stalla/fienile.

Insediamento e paesaggio La struttura, oggi a destinazione residenziale, sorge a sinistra del rio Fagiano nei pressi della confluenza di quest'ultimo e il fosso Agatone. L'area circostante la struttura è marcata da campi coltivati e distese prative. Si segnala inoltre la presenza di vegetazione ad alto fusto che si concentra per larga parte sulle sponde dei due corsi d'acqua.

Notizie storiche La prima menzione del mulino risale al 1750, quando fu visitato dal Marchese Selvatico d'Este. Viene censito nella Carta idrografica d'Italia del 1888 col nome "Mulino delle Pioppe". Inoltre l'opificio originariamente ricadeva nella municipalità di Scandiano, fu poi ceduto a quella di Viano nel XIX secolo.

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 367.
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