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Mulino Dradino

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Zocca (MO)

loc. Montalbano, Ca' Dradino

mulino ad acqua a ruota verticale

secolo: XIII

contesto naturale: collina

stato del bene: in disuso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico

Il mulino è da tempo in fase di ristrutturazione, tuttavia, si è appurato lo stato di abbandono del cantiere.
L'edificio, costruito in pietra locale e con ancora lievi tracce di intonacatura, sviluppa un volume semplice con la presenza di aperture poste simmetricamente su tutti i lati. Sul fronte (lato E) è stato successivamente un avancorpo costruito con lo stesso materiale.
Sia sul retro (lato O) del mulino, sia all'interno è ancora possibile osservare alcune parti dell'impianto idraulico.

Evidenze rimaste Dell'impianto idraulico si segue ancora una parte del canale di carico che giungeva allo spazio nel quale era ospitata la grande ruota verticale ora rimossa. Anche l'impianto molitorio è stato rimosso. Resa ancora, all'interno della struttura, lo spazio destinato al passaggio dell'albero orizzontale che è stato suddiviso in due parti da una muratura in laterizi.
Nel terreno circostante la struttura sono visibili alcune visibili alcune macine di sopra e di sotto.

Insediamento e paesaggio Il mulino è inserito in un complesso rurale costituito da due edifici posti a quote differenti, di cui uno formato da due corpi giustapposti. Attualmente l'edificio principale è in fase di ristrutturazione, tuttavia, il cantiere risulta abbandonato.

Insediamento e paesaggio Il mulino si trova in area collinare, ai piedi del versante meridionale del Monte Della Riva Zocca. Poco a E si aprono alcuni campi agricoli in uso. A N di via di Montalbano oltre al Monte Della Riva Zocca, con l’omonimo rifugio, al momento chiuso, è presente l’Oratorio della Madonna della Riva.

Impianto molitorio conservato macina di sopra
Impianto molitorio conservato macina di sotto
Sistema idraulico conservato canale di carico
Notizie storiche La prima menzione di un mulino nell'area risale al 1278, ma, dopo varie vicende, questo ed un altro della stessa proprietà, andarono distrutti nel 1695. Ricostruiti entrambi, se ne è conservato uno solo, in disuso e mal conservato.

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Alta Valle del Panaro, 1988, p. 478.
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