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Mulino di Collagna

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Ventasso (RE)

loc. Collagna

mulino ad acqua a ruota orizzontale e verticale

secolo: XVII

contesto naturale: montagna

stato del bene: parzialmente in uso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico

Il mulino odierno è frutto della costruzione di due edifici realizzati in epoche differenti, con una botte tra i due. Il più antico edificio è posto a quota inferiore, a ruota orizzontale. Questa, riferibile al XVII secolo, è tutta in pietra locale e presenta una pianta rettangolare con due corpi contigui di differente altezza, con un sistema di rampe esterne di collegamento dei diversi livelli e sistemi di scarico per evitare il ristagno delle acque meteoriche. Si notano inoltre importanti interventi costruttivi attraverso la realizzazione di muri di terrazzamento a gradoni.
L'accesso principale alla struttura è posto sulla parte del corpo più sviluppata in altezza (SO) che, data la presenza dell'impianto idraulico e molitorio nel corpo minore, era evidentemente adibita ad abitazione. Il portone di accesso è marcato da una soglia e da una cornice in pietra recante sull'architrave la data 1634 P.R.N.C.F.G. (sormontata da una piccola D).
Un secondo portone sul lato sinistro (NO) presenta piedritti in pietra sormontati da capitelli trapezoidali su cui poggiavano le reni dell'archivolto a tutto sesto, con chiave di volta decorata da un mensolone a volute.
Il lato destro (SE) presenta degli archi a tutto sesto che terminavano le volte a botte di coperture delle due sale di ritrecine.
Sul lato opposto (NO) è ricavata la grande botte ancora perfettamente conservata. Le sue pareti dimostrano una evidente costruzione in fase con quella del mulino che serviva. Si nota infatti che non sono presenti punti di appoggio tra le due strutture, le cui murature legano tra loro.
Tanto la struttura che conteneva l'impianto molitorio quanto la botte sono state oggetto di interventi di sistemazione statica, con l'inserimento di capochiave nelle murature.
Per quanto attiene alle coperture, è possibile notare sulle facciate SE e NE una fascia che denuncia il rifacimento del tetto che è posto in appoggio al lato cieco del corpo più sviluppato in altezza; quest'ultimo sembra invece aver mantenuto dei caratteri più originari come dimostra il comignolo, di fattura non recente.

All'edificio più antico, caratterizzato dalla presenza di due ruote orizzontali, venne aggiunto nel 1923 un secondo impianto a ruota verticale, ancora conservata; tale impianto venne posto più a monte, adiacente al lato della strada. L’edificio è in pietra sbozzata con fughe alternate ampie e sottili, marcapiani continui e angoli a pietra più ampia.
La sua costruzione comportò la realizzazione di un grande muro di terrazzamento sul quale passa oggi la strada moderna da cui si accede alla struttura, con una strada basolata in pietra. Ai lati di quest'ultima si riconoscono opere di terrazzamento del fronte settentrionale allestite in muri di pietra a gradoni.
Per sfruttare gli allestimenti a servizio della struttura precedente la posizione del nuovo edificio fu definita in modo da posizionare la grande ruota verticale sul canale di carico che alimentava la botte del mulino inferiore. Questo canale venne quindi racchiuso e compresso all'interno di un nuovo condotto delimitato da una parte da un muro in pietra con sponde rialzate e, dall'altra, dalla parete della nuova struttura nella quale venne incassato l'albero della ruota verticale ancora conservata.
L'ingresso principale avveniva dal lato opposto alla ruota, ossia quello SO, dove è presente una porta decorata da una cornice in pietra sormontata dall'epigrafe che riporta la data di costruzione dell'edificio: C.F. V L 1923 D. C. Nella parete ai lati dell'ingresso si notano gli anelli in ferro per la legatura degli animali da soma.
Sul lato sinistro si rileva la presenza di un intervento successivo alla prima edificazione del mulino quando si decise di aggiungere un'appendice formata da una scala che raggiunge uno spazio allestito a balcone e antistante una porta di evidente apertura secondaria. E' possibile che tale porta fosse originariamente una finestra a cui venne poi sfondato il parapetto per realizzare l'accesso. A favore di questa ipotesi è possibile citare la finestra posta immediatamente a destra che risulta della medesima larghezza.
Intorno alla struttura e in quota con essa si riconoscono in tutta l'area circostante allestimenti moderni tra i quali un tavolo che utilizza come piano una macina di sopra (della quale restano ben visibili i canaletti) e un forno con annesso tavolo ligneo.

Evidenze rimaste Della grande botte, ottimamente conservata, è possibile osservare l'apertura che conduceva le acque verso le due sale di ritrecine. Sul lato opposto, invece, è presente l'apertura che consentiva il carico.
Nelle sale di ritrecine del mulino si conservano due differenti tipi di allestimenti: in quella settentrionale sono presenti la ritrecine e alcuni suoi cucchiai oltre alla banchina e alla doccia con il suo sistema di regolamentazione; anche nella sala meridionale resta la ritrecine con alcuni dei suoi cucchiai, ma non sono più rilevabili la banchina e la doccia. Davanti alle due sale di ritrecine è ancora presente la vasca di raccolta delle acque di scarico, poi convogliate verso il fiume attraverso un'aperture circolare.
Nell'area circostante la struttura si nota la presenza di numerose macine di sotto e di sopra ancora con i canaletti visibili. Alcune di esse sono state reimpiegate per la realizzazione di tavolini.

Insediamento e paesaggio Il complesso molitorio a un salto è stato costruito in diverse epoche. Il mulino più antico, localizzato nella parte bassa del fondo è datato 1634, e venne affiancato da un secondo opificio costruito più a monte nel 1923, a lato della strada. Tra i due è presente la botte e vegetazione arbustiva intorno.

Insediamento e paesaggio Il mulino è situato in località Collagna (RE) a margine dell'omonimo rio che affianca la struttura sul lato N.
L'opificio insiste in un paesaggio marcato dalla presenza di un complesso sistema di alture, caratterizzato dalla presenza di ampie distese boschive che si alternano a più radi campi messi a coltivazione.

Impianto molitorio conservato macina di sopra
Impianto molitorio conservato macina di sotto
Impianto molitorio conservato cerchio di ferro
Impianto molitorio conservato occhio della macina
Impianto molitorio conservato albero trasmissione
Impianto molitorio conservato banchina
Impianto molitorio conservato pale/catini
Impianto molitorio conservato bronzina
Sistema idraulico conservato canale di carico
Sistema idraulico conservato botte
Sistema idraulico conservato doccia
Sistema idraulico conservato canale di scarico
Sistema idraulico conservato salto
Sistema idraulico conservato canale di carico
Sistema idraulico conservato ruota verticale
Notizie storiche L'originale costruzione risale al XVII sec. Si rileva la presenza di un'iscrizione sull'architrave del portone di ingresso riportante la data 1634.

IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 260.
Notizie storiche Nel 1923 viene costruito il mulino a ruota verticale posto a monte.
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