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Mulino di Leguigno

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Casina (RE)

loc. Leguigno

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XVII

contesto naturale: collina

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: apertura regolare

Il mulino è ospitato dentro una grande struttura costruita interamente in pietra locale e che è stata oggi trasformata in un’attività ricettiva (agriturismo "Mulino in Pietra").
Vi si accede da un ponte in legno, che permette di superare il letto del torrente Tassobbio che alimentava le macine. Da qui si giunge, attraverso un ingresso sormontato da un grande architrave e solaio ligneo, in una corte chiusa definita dalle strutture che componevano l’insediamento rurale nel quale era presente anche il mulino. Esso si trova sul lato sinistro (NE), dove un varco segnato da un arco in laterizi immetteva dentro la sala delle macine, oggi musealizzate, e che sono però visibili nel periodo di apertura della struttura ai visitatori.
I volumi che compongono il complesso danno vita a un impianto massiccio, ben arroccato nei suoi limiti, i quali si dispongono verso l’esterno, in modo da formare una sorta di cinta che rende possibile l’accesso all’interno soltanto dal fronte e dal retro.
La presenza di avancorpi e di incassi restituisce un ritmo spezzato al fronte, dando la sensazione di un volume compatto e irregolare.
Il cortile centrale, avente carattere distributivo per le diverse strutture, suddivide gli spazi ponendo da una parte quelli destinati un tempo a stalla/fienile (oggi convertiti in abitazione con la chiusura delle bucature superiori per l’areazione del fieno) e quelli entro i quali erano svolte le attività produttive (al piano inferiore) e ospitati i vani di abitazione per il mugnaio e gli abitanti del piccolo insediamento rurale (piani superiori). Una scala in pietra, posta immediatamente a destra della porta che dava ingresso alla sala macine, consentiva di accedere direttamente a questi ultimi vani di abitazione.
Parte dell’impianto è oggi in via di restauro conservativo, le restanti parti mostrano una disposizione delle luci ordinata con bucature del medesimo tipo che si dispongono su tutte le pareti, rispecchiando l’organizzazione dei vani interni. Alcuni di questi, come dimostrano le immagini reperibili su internet e legate alla moderna attività ricettiva, hanno ancora alcuni degli arredi originari evidentemente legati alla tradizione contadina dell’area.

Evidenze rimaste Non è stato possibile accedere all’interno della struttura e, di conseguenza, al vano delle macine. Tuttavia, una parte delle strutture molitorie è certamente presente, dal momento che compare nella documentazione fotografica rintracciabile su rete informatica e legata all’attività ricettiva, nel quale è stata convertita la struttura. Da tale documentazione si ricava, appunto, la presenza di alcune delle quattro macine citate in bibliografia e di un frantoio.

Elementi degli impianti idraulici, e in particolare degli alberi con l’incasso per i catini, sono raggruppati davanti a una delle macine. Di questa, rimane soltanto il basamento, parte dell’intelaiatura lignea e la tramoggia, la quale risulta semplicemente appoggiata al di sopra della macina. Altre macine sono presenti nella medesima documentazione, che risulta però insufficiente per una precisa descrizione degli spazi.

Insediamento e paesaggio Il mulino, oggi trasformato in agriturismo, fa parte di un complesso rurale a corte chiusa di stampo settecentesco (come già rilevato nel censimento condotto nel 1988). Tutte le strutture che compongono tale complesso (casa del mugnaio, stalla e depositi) sono state oggetto di un intervento di restauro.

Insediamento e paesaggio Il mulino è situato nella conca valliva scavata dall'azione erosiva del torrente Tassobbio dal quale prelevava le acque per il suo funzionamento.
L'area è inoltre delimitata a meridione e settentrione da alture caratterizzate dalla presenza di vegetazione ad alto fusto, che da rada va infittendosi, concentrandosi sulle sommità di quest'ultime.
Immediatamente a N della struttura, oltre la sponda occidentale del Tassobbio, si aprono aree prative.

Impianto molitorio conservato macina di sopra
Impianto molitorio conservato macina di sotto
Impianto molitorio conservato cerchio di ferro
Impianto molitorio conservato occhio della macina
Notizie storiche Il mulino è indicato nel catasto parmense di Maria Luigia (1883); la tipologia dell'edificio ne farebbe supporre la costruzione al XVII secolo. L'impianto è stato abbandonato nel 1935 ed in seguito ristrutturato e trasformato in residenza, e successivamente dismesso.
Il complesso è stato poi restaurato, negli ultimi anni, e oggi ospita un ristorante agrituristico con alloggio, con il nome "Mulino in Pietra".

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 140.
Notizie storiche La tipologia dell'edificio ne farebbe supporre la costruzione al XVII secolo.
L'impianto è stato abbandonato nel 1935 ed in seguito ristrutturato e adibito a residenza, poi caduto in rovina. Il complesso è stato restaurato negli ultimi anni e oggi ospita un ristorante agrituristico con alloggio, con il nome "Mulino in Pietra".

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 140.
Notizie storiche In seguito all'abbandono dell'impianto nel 1935, la struttura è stata ristrutturata e ridotta a residenza, poi caduta in rovina.

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 140.
Notizie storiche Dopo esser caduto in rovina, il complesso è stato restaurato negli ultimi anni e oggi ospita un ristorante agrituristico con alloggio, con il nome "Mulino in Pietra"; sono visibili i locali di pietra e di legno e le 4 macine che riposano immobili dal 1935.
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