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Mulino delle Coveraie

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Montese (MO)

loc. Maserno

mulino ad acqua a ruota verticale

secolo: XVII

contesto naturale: montagna

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: apertura occasionale

Il mulino risulta essere, grazie alla manutenzione e il restauro ad opera dei recenti proprietari e con un contributo del PNRR, uno di quelli a ruota verticale, che, oltre a disporre di due ruote ancora presenti, è uno di quelli più conservati della zona. È ospitato all'interno di un grande edificio rettangolare e lungo, costruito adattandosi alla morfologia del terreno che digrada verso valle.
Si tratta di una struttura che è il risultato dell'aggregazione di due nuclei costruttivi. Quello più antico è caratterizzato dalla presenza di un portico marcato da due archi a sesto ribassato che anticipano l'ingresso alla prima sala delle macine. Un evidente cambio di colore dell'intonaco segnala invece il passaggio tra il volume più antico e quello più recente, riconoscibile per la presenza di un semplice ingresso coperto da una moderna tettoia. Entrambi i nuclei, sulla facciata, presentano luci che, seppur di dimensioni differenti, sono state allineate sulla medesima direttrice orizzontale. Sul retro sono invece ancora oggi posizionate le due grandi ruote verticali che permettevano la movimentazione degli impianti molitori.
Al di sotto del portico d'ingresso, il cui soffitto è ancora sorretto dalle travi in legno originali, si trova l'accesso alle sale delle macine. Tale accesso presenta le porte lignee della prima fase costruttiva così come l'architrave al di sopra del quale è stata posizionata l'iscrizione dipinta (molae aquariae sec XVII) che ricorda il nome con il quale il mulino veniva indicato all'interno dei catasti antichi.
I vani interni che ospitano gli impianti molitori permettono di visionare, laddove è stato asportato l'intonaco, le pareti realizzate in pietra locale con ricorsi irregolari. I soffitti sono invece frutto di rifacimenti moderni effettuati per problemi di statica dei solai. Diversa invece è la situazione dei pavimenti i quali, stando a quanto appreso dai proprietari, sono ancora quelli della prima fase costruttiva. Gli impianti molitori ancora presenti sono stati musealizzati insieme a numerosi oggetti di varie epoche legati alla tradizione contadina dell'area.

Evidenze rimaste Dell'impianto idraulico restano le due grandi ruote verticali che permettevano l'azionamento delle macine. Stando alle informazioni fornite dall'attuale proprietario, la ruota maggiore misura otto metri di diametro, la minore sei. Entrambe sono interamente in legno, con i grandi raggi che reggono i tamburi al di sopra dei quali si trovano le cassette. Soltanto una di esse, la maggiore, è stata visionata dal momento che l'altra è stata avvolta da un sistema di impalcature necessarie a un restauro poi non finalizzato.
Tutte e due le ruote, poste a quote differenti, sono inserite all'interno di uno spazio chiuso e sono servite dalla medesima doccia, che compie un salto posizionato tra la prima e la seconda. La presenza di due ruote è da ricondurre all'ampliamento del mulino orginario: quando infatti venne costruito il secondo volume architettonico esso venne dotato di una seconda ruota posta a servizio dei nuovi impianti molitori.
Le due grandi ruote azionavano due differenti sistemi molitori. Quello più antico, posizionato nel primo vano accessibile dal portico d'ingresso, è composto da due macine collocate al di sopra di una piattaforma lignea sospesa. Al di sotto si trovano l'albero orizzontale con ancora i lubecchi e i rocchetti necessari a trasformare il moto orizzontale in verticale dando così forza alle macine. Oltre alla piattaforma sono della fase più antica anche i cassoni per la raccolta del macinato, mentre sono stati rifatti con una intelaiatura in metallo i contenitori delle macine di sopra e di sotto.
Anche le tramogge, con i relativi sistemi di manovra, sono recenti e realizzate con un legno diverso da quello dei cassoni. Un andito, posto tra le due, consente il loro carico e il raggiungimento di una scala che conduceva direttamente alla casa del mugnaio. Al di sotto dei cassoni sono ancora presenti i meccanismi a vite che consentivano la definizione del grado di macinatura.
Anche nella seconda sala delle macine sono presenti due meccanismi molitori che risultano però, come il vano che li ospita, di fattura più recente. Il tipo è tuttavia identico al precedente, con piattaforma sospesa al di sotto della quale si possono ancora visionare l'albero verticale con i lubecchi e i rocchetti necessari per trasformare il moto della ruota verticale in orizzontale e azionare le macine.
In epoca più recente è stata poi installato un breve albero orizzontale azionato da una cinghia. Al di sopra si possono ancora osservare i cassoni per la raccolta del macinato e le due macine poste all'interno dei contenitori in metallo. Ognuna di esse veniva alimentata dalle tramogge, le quali possiedono ancora i loro meccanismi di azionamento. Quella di sinistra venne dotata di un sistema a cassettini che ne consentiva il caricamento automatico grazie all'azione dell'albero azionato dalla cinghia. Si conservano infine sia l'argano necessario al sollevamento delle macine per la loro battitura, sia i meccanismi a vite che consentivano la regolazione del grado di macinatura.

Insediamento e paesaggio Il mulino è adiacente a altre due costruzioni a carattere rurale, nello stesso fondo, e circondato da prateria. Nel tempo ha subito interventi di ristrutturazione che hanno comportato la parziale variazione dell'originaria morfologia, ma che mantengono i caratteri del mulino e conservano i suoi originari meccanismi idraulici e molitori.

Insediamento e paesaggio Il mulino è situato presso il rio delle Coveraie da cui prelevava le acque per il funzionamento delle macine. L'area entro cui insiste la struttura è caratterizzata da lieve pendio. Il paesaggio risulta inoltre marcato per gran parte a occidente da un sistema di alture. Tali alture presentano vegetazione ad alto fusto che si estende dalla sommità e le pendici. La zona circostante l'edificio presenta infine distese prative alternate a campi coltivabili regolarmente parcellizzati disposti prevalentemente a oriente e a settentrione.

Impianto molitorio conservato macina di sopra
Impianto molitorio conservato macina di sotto
Impianto molitorio conservato tramoggia
Impianto molitorio conservato cassettone
Impianto molitorio conservato regolatore a vite
Impianto molitorio conservato albero trasmissione
Sistema idraulico conservato ruota verticale
Sistema idraulico conservato vano macine
Notizie storiche Il mulino risale al XVII secolo. Nel XVII secolo apparteneva ai Montecuccoli, signori di Montese, ma fu in seguito ceduto alla comunità di Monteforte insieme ai mulini di Mezzo e di Sotto. Fu oggetto in seguito oggetto di diversi passaggi di proprietà, fino alla cessazione dell'attività nel 1993.

Fonte: http://www.acquapassata.net/mulini/coveraie.htm
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