
Modena
Braida Ilaria (progetto e direzione lavori)
1962
Guaitoli Panini Enrico (progetto e direzione lavori)
1965
Co.ed.ar, Arezzo (costruzione)
Le residenze PTL, San Possidonio Mo (costruzione)
Notizie storiche: ristrutturazione
Restauro della ex Palazzina Pucci con cambio di destinazione d'uso in biblioteca e centro servizi per la città. Committente Comune di Modena.
Il restauro e ri-destinazione d'uso della Palazzina Pucci in via Canaletto, è parte del più ampio intervento di riqualificazione urbana che interessa l'area del cosiddetto Quadrante nord della città, situato tra il tratto di tangenziale e il tracciato ferroviario.
Oltre al progetto in oggetto, è prevista, nel lotto adiacente, la realizzazione del plesso scolastico G. Marconi, attualmente in cantiere.
Realizzata nel 1950 dall'ing. Mario Pucci, allora assessore ai Lavori Pubblici nell'ambito del piano di ricostruzione che dotò la città di importanti attrezzature per la collettività, l'edificio ospitava uffici e luoghi di ristoro e svago a servizio del Mercato bestiame trasferito in quegli anni dal Foro Boario.
Il fabbricato è costituito da un corpo che si sviluppa su una lunghezza di 80 metri per una larghezza di 10, il nuovo progetto ha localizzato all'interno diverse attività tra le quali: le sedi di alcune associazioni locali, l'Urban center, spazio dedicato alla presentazione dei progetti urbanistici da parte dell'amministrazione, la biblioteca del quartiere Sacca.
Il progetto si presenta come un intervento di ristrutturazione, che consta anche di un cambiamento di destinazione d'uso al suo interno.
Si è per questo dovuto prevedere l'adeguamento dei nuovi spazi alle normative vigenti in materia strutturale antisismica, di risparmio energetico, di prevenzione incendi e accessibilità, ai livelli di comfort garantiti dalla dotazione impiantistica.
L'opera ha previsto quindi una ridefinizione degli spazi interni: nello spazio destinato in origine alle attività di ristorazione, è stata realizzata una sala conferenze; nella parte centrale, costituita da una grande sala a doppio volume che in precedenza ospitava le contrattazioni del bestiame, è stata collocata la biblioteca di quartiere; infine nella zona ad est, trovano posto al piano terra e al piano primo nuovi uffici, in luogo degli originari servizi amministrativi del mercato.
Un ulteriore sforzo progettuale è stato rivolto nel garantire che ogni zona presentasse un ingresso indipendente ed una conseguente autonomia gestionale.
Un nuovo ed apposito spazio distributivo è stato collocato al primo piano per poter accedere separatamente alla sala conferenze.
Il portico originario costituito da tre campate, è stato in parte chiuso da un corpo realizzato in ferro e vetro, completamente trasparente, contenente scale, ascensore e spazi distributivi.
Ciò ha permesso di non snaturare la funzione di filtro permeabile originariamente affidato al portico stesso, pur con l'aggiunta di un nuovo elemento architettonico.
Vista la rilevanza storico-architettonica del manufatto, visibile nel suo impianto razionalista, si è tenuto conto della lettura delle specificità dell'opera, sia dal punto di vista dei materiali e delle tecnologie impiegate nel progetto originale, sia per quanto riguarda la logica compositiva dei volumi e dell'orditura delle bucature che non hanno subito nessun cambiamento.
Pavimentazioni, rivestimenti ed intonaci sia interni che esterni sono stati mantenuti intatti e laddove questo non è stato possibile (lacune, demolizioni parziali precedenti) la scelta e le modalità di utilizzo dei nuovi materiali è stata fatta attraverso richiami alla modularità e alla cromaticità originari: si ritrovano echi del mosaico esterno nei rivestimenti dei bagni o nella pavimentazione della sala conferenze; così come i colori originali sono riportati nei controsoffitti fonoassorbenti.
via Canaletto
Modena
(MO)